Si sono concluse le prime tre udienze al Tribunale del lavoro sulla vicenda dei cinque ex ausiliari della sosta licenziati da Amet. Nonostante la disponibilità dei lavoratori, difesi dall’avv. Vincenzo Pappolla, a rinunciare a qualsiasi pretesa economica pur di rientrare in servizio, l’azienda – rappresentata dall’avv. Raffaele Garofalo – ha ribadito la totale chiusura a ogni mediazione, scelta che rischia di inasprire il braccio di ferro.
A rendere la posizione di Amet ancor più discutibile, secondo i ricorrenti, è il fatto che pochi giorni prima del licenziamento tutti i dipendenti del settore elettrico, inclusi quadri e dirigenti, avevano chiesto formalmente il ricollocamento degli ausiliari nel loro reparto, proposta ignorata dal Cda.
Le prossime udienze sono fissate a partire dall’8 ottobre: resta il nodo se Amet sceglierà di continuare sull'attuale linea, che potrebbe determinare un braccio di ferro lungo e costoso, o aprirà ad altra soluzione, eventualmente più equa e sostenibile.
