Ogni anno in Italia si registrano circa 13mila nuove diagnosi di melanoma, con un aumento di circa il 20% nell’ultimo decennio. E se nel 2010 solo un paziente su quattro con forme avanzate superava l’anno, oggi le nuove terapie portano la sopravvivenza a cinque anni al 50-60%. Un risultato legato alle conquiste terapeutiche e anche all’approccio multidisciplinare, che unisce diverse competenze per offrire cure più mirate ed efficaci.
È quanto emerso durante la Giornata Dermatologica Pugliese,che si è tenuta lo scorso weekend all’Hotel “San Paolo al Convento” di Trani. Oltre 150 dermatologi, referenti istituzionali e associazioni di pazienti si sono riuniti per confrontarsi sulle sfide più attuali delle malattie della pelle: dall’immunologia all’oncologia, dall’allergologia fino all’intelligenza artificiale.
L’esperienza dei relatori ha consentito di approfondire i fattori molecolari, ambientali e immunologici alla base di queste patologie, per le quali i nuovi approcci “su misura” aprono la strada a strategie terapeutiche sempre più personalizzate e orientate alla medicina di precisione. Nel corso dei lavori è emerso che le patologie dermatologiche conosciute sono circa tremila. In Italia, oltre cinque milioni di persone soffrono di malattie cutanee infiammatorie croniche: la psoriasi interessa più di un milione e mezzo di pazienti (circa il 3% della popolazione), la dermatite atopica colpisce il 10-15% dei bambini e circa l’8% degli adulti, mentre la vitiligine riguarda l’1-2%, senza differenze significative tra le regioni. Si tratta di condizioni che incidono profondamente sulla vita personale e sociale, spesso associate a diverse comorbilità, e che richiedono quindi un approccio integrato e multidisciplinare.
“In dermatologia - ha spiegato la dottoressa Carmen Silvia Fiorella, responsabile della Dermatologia dell’ospedale “Dimiccoli” di Barletta e direttore scientifico del congresso - sono stati raggiunti importanti traguardi diagnostici e terapeutici che permettono oggi di trattare efficacemente molte patologie croniche e recidivanti, migliorando non solo la salute della pelle, ma il benessere complessivo del paziente”.
Di qui, la necessità di “instaurare con il paziente un rapporto di empatia, ascolto e collaborazione - ha continuato la dermatologa - trasmettendo il messaggio che queste malattie croniche non vanno semplicemente accettate, ma possono essere curate in maniera completa”.
Durante la giornata scientifica, a cura di E20econvegni, si è discusso anche delle patologie oncologiche, come i carcinomi squamocellulari e basocellulari, i linfomi cutanei, l’immunoterapia e le terapie a bersaglio molecolare per il trattamento dei melanomi e delle terapie integrate dei carcinomi cutanei localmente avanzati.
Al congresso presente anche il presidente della Lega Italiana per la Lotta ai Tumori, il professor Francesco Schittulli, sempre presente su tutto il territorio nazionale, instancabile nel promuovere progetti finalizzati ad incentivare lo screening e la diagnosi precoce dei tumori. “Dobbiamo investire in prevenzione, prima che nella cura del malato, perché questo significa investire nella salute” ha spiegato il professore. E per far questo è necessario stabilire una rete fra servizi territoriali e centro di riferimento ospedalieri.
La giornata non si è limitata all’aggiornamento scientifico, ma ha avuto anche un forte valore sociale grazie al Progetto LILT “Se hai cara la pelle”. Nel corso della giornata, infatti, sono stati poi premiati due giovani specializzandi in dermatologia con la donazione di dermatoscopi, strumenti fondamentali per la diagnosi precoce dei tumori cutanei, in particolare del melanoma, “tumore visibile” per il quale intercettare sul nascere è fondamentale ai fini della sopravvivenza. Un segnale concreto a sostegno delle nuove generazioni di medici e della cultura della prevenzione.



