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«Entra al mio posto e fai esperienza»: Befano si dimette per cavalleria, ma dopo l'assessorato sfumato

Antonio Befano non è più un consigliere comunale della città di Trani. Nella tarda mattinata di oggi ha rassegnato formalmente le proprie dimissioni nelle mani del segretario generale, Angelo Lazzaro, rendendo così immediatamente effettiva e irrevocabile la sua uscita dall’assise comunale.

Eletto nel 2020 nella lista “Solo con Trani futura” con oltre 350 voti di preferenza, Befano aveva formato un gruppo consiliare insieme con Antonio Loconte e Giuseppe Mastrototaro, gruppo che oggi esprime in giunta l’assessore alle culture, Lucia De Mari.

Secondo quanto trapela, Befano avrebbe deciso di lasciare l’incarico per consentire alla prima dei non eletti del movimento, Angela Bartucci, di entrare in consiglio comunale e maturare così un’esperienza amministrativa da qui alla fine del mandato, prevista per la prossima primavera. Obiettivo, permetterle di prepararsi in vista di una futura candidatura alle prossime elezioni comunali. Tale impegno, riferiscono fonti vicine al gruppo, sarebbe stato assunto da Befano con la stessa Bartucci già da tempo.

Tuttavia, nelle ultime ore si era anche riaperta per Befano la possibilità di un ingresso diretto in giunta. L’ex consigliere si sarebbe infatti proposto al sindaco Bottaro per un eventuale incarico assessorile, ipotizzando un rimpasto che avrebbe comportato l’uscita di uno degli attuali componenti dell’esecutivo.

Il sindaco avrebbe mostrato apertura a valutare la proposta, ma solo a condizione che il gruppo consiliare di riferimento esprimesse all’unanimità il proprio sostegno a Befano. Un consenso che, però, non sarebbe stato raggiunto.

Da qui – secondo alcune ricostruzioni – la decisione improvvisa e in parte istintiva di rassegnare le dimissioni, interpretata da molti come un gesto di protesta per quello che Befano avrebbe vissuto come un “tradimento” rispetto alle proprie aspettative politiche.

Paradossalmente, anche un suo ingresso in giunta avrebbe comunque determinato l’entrata in consiglio di Angela Bartucci, che lo avrebbe surrogato come prima dei non eletti.

Le dimissioni di Befano, dunque, hanno un doppio significato: un atto di coerenza personale, ma anche il riflesso di tensioni e fragilità interne al gruppo Futura, che ora dovrà ridefinire i propri equilibri in vista della parte finale della consiliatura.


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