Una manifestazione spontanea in difesa della libertà di stampa e in solidarietà al giornalista Sigfrido Ranucci, conduttore della trasmissione “Report”, si è svolta ieri mattina in piazza della Repubblica a Trani.
L’iniziativa, nata in seguito ai gravi episodi che hanno coinvolto Ranucci — tra cui l’esplosione delle sue automobili nei pressi della sua abitazione — ha voluto rappresentare un segnale forte contro ogni forma di intimidazione alla libertà di informazione.
La manifestazione è stata promossa da numerose associazioni del territorio e ha registrato una partecipazione significativa di cittadini, rappresentanti del mondo della cultura, del giornalismo e delle istituzioni locali. L’obiettivo, condiviso dai presenti, è stato quello di riaffermare il valore della libertà di stampa come pilastro fondamentale della democrazia.
Nel corso dell’incontro è stato letto un documento ufficiale, affidato a Vincenzo Ferreri, che ha ribadito l’importanza di difendere il diritto di ogni cittadino a essere informato senza censure né intimidazioni: «Chi indaga e illumina le zone d’ombra non è un nemico, ma una risorsa per il Paese. Nessuna minaccia fermerà il giornalismo d’inchiesta. La verità non si imbavaglia, la libertà non si tocca».
Intervistato dal Giornale di Trani, Ferreri ha espresso soddisfazione per la risposta della città: «Spesso Trani viene definita una città dormiente, ma oggi ha dimostrato il contrario. La presenza di tante persone testimonia che una parte della comunità tiene alla libertà e all’indipendenza dell’informazione».
Ferreri ha però sottolineato anche alcune assenze significative, in particolare dal mondo politico, pur definendo “positivo” il bilancio complessivo dell’iniziativa: «Viviamo un periodo di disillusione e disattenzione verso i problemi della società, ma credo che negli ultimi mesi si stia risvegliando una maggiore partecipazione».
Sul rapporto tra informazione locale e nazionale, Ferreri ha aggiunto: «Ci sono punti di contatto. Anche la stampa locale subisce attacchi, ma ha il dovere di mantenere indipendenza ed equilibrio. Siamo solidali con chi continua a fare informazione libera».
Infine, un appello alla responsabilità collettiva: «Non si può delegare tutto agli altri. Serve partecipazione, serve metterci la faccia. I problemi si risolvono solo se i cittadini si espongono in prima persona, come ha fatto Ranucci, con coraggio e trasparenza».














