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Ridere, emozionarsi e riflettere: la Compagnia «Il Dialogo» apre la stagione di Venerdì a Teatro

In un contesto cittadino in cui gli spazi per la valorizzazione dell’arte teatrale non sono numerosi, «Venerdì a Teatro» si conferma una presenza costante, viva e coraggiosa: un presidio culturale che resiste, cresce e continua a offrire al pubblico opportunità di incontro, riflessione e partecipazione. La Compagnia dei Teatranti, con il suo lavoro instancabile e appassionato ha saputo trasformare questa rassegna in un appuntamento atteso, riconoscibile e sentito, capace di parlare a un pubblico trasversale e di creare comunità attorno al linguaggio universale del teatro.

Un folto pubblico ha accolto l’apertura della VII edizione della rassegna nazionale di teatro amatoriale «Venerdì a Teatro», ospitata nell’auditorium Monsignor Pichierri a San Magno. L’iniziativa è stata co-organizzata dalla Compagnia dei Teatranti e dal Comune di Trani, con il patrocinio dell’Unione Italiana Libero Teatro. Il sipario si è alzato con la messa in scena de «Le bugie con le gambe lunghe» di Eduardo De Filippo, interpretata dalla Compagnia Il Dialogo di Camposano (NA).

La commedia, scritta nel 1947, si è rivelata uno specchio implacabile e divertente dell'ipocrisia borghese post-bellica, offrendo al pubblico tranese una satira pungente.  Sul palcoscenico ha preso forma la parabola esistenziale di Libero Incoronato, figura emblematica dell'uomo onesto che si dibatte nel reticolo delle convenzioni sociali post-belliche. La sua vicenda sentimentale, ostacolata dal timore dello scandalo per l'amore nutrito verso Graziella, donna dal passato complesso, ha agito da catalizzatore per l'emergere di una trama complessa e stratificata. Le rigide convenzioni sociali sembrano frapporsi tra i due cuori. Attorno a loro si snoda un tessuto di menzogne e sotterfugi: matrimoni combinati, amori traditi, gravidanze “attribuite a caso” e ipocrisie condivise, che intrecciano comicità e tensione emotiva in un ritmo incalzante. In questo mondo in cui la verità appare scomoda e ingombrante, Libero trova nella bugia più plateale il mezzo per rivendicare il diritto di vivere secondo i propri desideri, affermando la propria libertà e il diritto di vivere seguendo il cuore, la bugia plateale si rivela profondamente umana.

La performance ha saputo rendere attuale la critica eduardiana, dimostrando come il testo radicato in un tempo e in una cultura lontani, ha risuonato come se fosse scritto oggi, raccontando l’universalità delle menzogne quotidiane, delle convenzioni sociali soffocanti e del desiderio indomabile di libertà e autenticità.

La Compagnia «Il Dialogo», forte della sua esperienza cinquantennale, ha portato in scena uno spettacolo vibrante e minuziosamente curato nei dettagli, dimostrando ancora una volta come il teatro amatoriale possa raggiungere autentiche vette artistiche, emozionando e lasciando un’impronta indelebile nel pubblico.

Una nota di particolare curiosità riguarda i genitori del rapper napoletano Clementino, fondatori della compagnia teatrale.

Al termine della rappresentazione, il padre di Clementino ha condiviso con il pubblico un interessante aneddoto: molti anni fa, quando lui e sua moglie recitavano in chiesa, era stata richiesta e ottenuta direttamente da Eduardo De Filippo l’autorizzazione a mettere in scena questa stessa commedia. Tuttavia, considerate le tematiche delicate dell’opera, si ritenne allora che non fosse adatta a un contesto ecclesiastico e la rappresentazione venne rinviata.

Quest’estate, durante la consultazione di vecchi materiali d’archivio, è riemersa l’autorizzazione originale recante la firma autografa di Eduardo. Un ritrovamento che la compagnia ha interpretato come un segno del tempo: dopo cinquant’anni, l’opera ha finalmente trovato il suo palcoscenico.

«Venerdi a Teatro»,  testimonia come la cultura, quando nasce e si sviluppa nel contesto locale, diventi motore di valore, identità e senso di appartenenza, confermando  la rassegna come un faro culturale che resiste, cresce e invita alla riflessione e alla partecipazione. «Venerdì a Teatro»,  non è soltanto una rassegna: è un invito a condividere storie, volti, passioni. È un momento di respiro per la città, un bene comune da custodire e sostenere.

I prossimi appuntamenti:

Venerdì 7 novembre con “Tre papà e un bebè” di Antonio Grosso (Compagnia Quanta Brava Gente, Taranto)

 Venerdì 14 novembre terzo appuntamento con “Fuori dalla stanza” di Marco Balma (Compagnia Degli Evasi, Castelnuovo Magra SP).

Quarto appuntamento il 21 novembre con “Non mi dire te l’ho detto” di Paolo Caiazzo (Compagnia Artemanus, Monocalzati AV).

 E a grande richiesta, la Compagnia dei Teatranti (Bisceglie/Trani), come da tradizione, chiuderà la rassegna venerdì 5 dicembre con “Miseria e Nobiltà” di Eduardo Scarpetta.


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