Il Trani si prepara ad affrontare la nona giornata di campionato in Promozione con una trasferta insidiosa contro il Bitmola. Alla conferenza stampa pre-match sono intervenuti l'allenatore Fabio Moscelli e il difensore Enzo Antonacci, entrambi concentrati sulla partita, ma con il mister che ha voluto smorzare gli entusiasmi eccessivi sul cammino della capolista.
Interrogato sull’inizio di un mese di novembre che si prospetta «super impegnativo» – sei gare in 29 giorni, Coppa compresa – Moscelli è stato prudente. «Sicuramente è un mese importante e faticoso, però come sempre detto noi pensiamo partita dopo partita e oggi siamo concentrati per la partita di domani, non andiamo oltre», ha spiegato. Il fitto calendario consentirà, comunque, di fare rotazioni, anche se la formazione per Mola non è ancora stata decisa.
La cautela dell’allenatore è motivata dal valore degli avversari. «Sicuramente sarà una gara molto impegnativa perché andiamo a trovare un avversario ostico, un avversario che in casa ha fatto quattro partite e dieci punti, un avversario che in casa si è dimostrato di essere una buona squadra», ha sottolineato Moscelli. Il vero rischio, per il mister, è la testa della sua squadra: «Non vorrei che andiamo con la testa sbagliata. Non vorrei che tutto questo entusiasmo che si sta creando possa essere controproducente. Dobbiamo invece questo entusiasmo, questo filotto che abbiamo fatto finora positivo, dobbiamo prenderlo nella maniera giusta e andare con determinazione, con lo spirito che ci ha accompagnato fino ad oggi. Diversamente faremo un grosso errore».
Sulla squadra avversaria, che in molti ritenevano candidata alle prime posizioni, Moscelli ha preferito non esprimere giudizi non conoscendo le dinamiche interne, ma ha ribadito l’importanza di affrontare una formazione che in casa «fa molto bene» e che schiera «giocatori che hanno fatto anche categoria superiore».
Il punto cruciale dell'intervento del mister è arrivato quando si è parlato di un’eventuale «fuga» in classifica in caso di vittoria, complici gli scontri diretti tra le inseguitrici. «Io questa parola fuga è una cosa che non riesco a digerire», ha tagliato corto Moscelli. «Siamo all'ottava partita e parliamo di fuga. Secondo me se non finisce il girone di andata qui qualche giudizio un po’ guardando meglio in prospettiva non si può dare. Perdiamo due partite, pareggiamo due partite e abbiamo riaperto tutto il discorso. Di cosa parliamo? Quando si parla di fuga devi stare a 14-15 punti. Non voglio sentire più questa parola qui perché siccome la sto sentendo spesso e mi dà molto fastidio». Moscelli ha riconosciuto che il cammino finora è stato «straordinario» – undici vittorie tra campionato e Coppa Italia – ma ha insistito sulla necessità di restare con i piedi per terra, perché gli avversari giocheranno contro il Trani «con uno stimolo in più».
Dal canto suo, il difensore Enzo Antonacci, tornato a Trani dopo cinque anni, ha celebrato il momento d'oro. Rispetto alla precedente esperienza, fermata dalla pandemia, Antonacci ha detto: «Quest'anno siamo ben visibili su ciò che vogliamo fare». Riguardo alla sua crescita, ha affermato di aver raggiunto «una maturità abbastanza importante anche da dire a qualche compagno più piccolo cosa sia giusto o cosa sia sbagliato, ma non che questo sia da presunzione ma solamente per il voler bene di un compagno».
Antonacci ha minimizzato l'importanza di giocare fuori casa, specialmente in vista del folto seguito di tifosi tranesi atteso a Mola: «È inutile evidenziare sempre le solite cose. Ormai non c'è più differenza. O in casa, o fuori casa, giochiamo sempre in casa noi. E bisogna dire sempre grazie al popolo tranese».
Infine, il difensore ha ringraziato la città per gli auguri ricevuti in seguito alla nascita del primogenito Angelo. «Colgo innanzitutto l'occasione per ringraziare tutti i tifosi tranesi, la città e chi ci segue per i tanti messaggi ricevuti», ha concluso Antonacci. «Un'emozione indescrivibile. Diciamo, il figlio maschio per un papà è un sogno che si avvera e speriamo che diventa molto molto più forte del papà».
