La Regione Puglia ha nominato l’avvocato Stefano Chiariello, 41 anni, di Trani, commissario della casa di riposo Vittorio Emanuele II.
La decisione, arrivata insieme a numerose altre nomine relative alle ex Ipab e ad enti partecipati o controllati dalla Regione, è stata assunta nelle ultime ore per volontà del presidente uscente della Giunta regionale, Michele Emiliano.
La notizia del nuovo commissariamento, dopo la conclusione del mandato non più rinnovabile di Daniele Santoro, ha colto di sorpresa molti a Trani. Nel frattempo, infatti, il sindaco Amedeo Bottaro aveva già pubblicato una manifestazione di interesse per raccogliere candidature alla carica di componente del Consiglio di amministrazione della stessa casa di riposo.
L’intervento della Regione è sembrato a molti un atto «sostitutivo» rispetto all’indirizzo dato dal Comune, tanto da far temere un ridimensionamento dell’ente a vantaggio di altre strutture del territorio provinciale.
In realtà, sul caso gravano due equivoci di fondo.
Il primo riguarda l’identità del commissario: alcuni organi di stampa avevano erroneamente attribuito l’incarico a un omonimo ex consigliere comunale di Barletta, di nome Giuliano, che nulla ha a che vedere con l’interessato, residente e professionista tranese.
Il secondo equivoco concerne la portata del bando comunale, che riguarda i quattro componenti del Consiglio di amministrazione su cinque: il quinto, il presidente, è di nomina regionale. Nulla esclude, dunque, che Chiariello, oggi commissario, possa diventare presidente una volta ricostituito l’organo.
Nel frattempo, il Comitato per la casa di riposo di Trani, presieduto da Maria Grazia Lestingi, ha convocato per stamane alle 11 una conferenza stampa nei pressi della sede di via Cappuccini.
Anche l’ex consigliera comunale Maria Grazia Cinquepalmi, oggi impegnata con il movimento «Trani 2026», ha espresso dure critiche, parlando di «ennesima ingerenza sulle dinamiche della città da parte di chi viene da fuori. La nostra casa di riposo Vittorio Emanuele II – ha dichiarato – è stata oggetto dell’avviso pubblico dell’8 ottobre 2025 per la nomina del nuovo Consiglio di amministrazione dopo anni di commissariamento. Oggi apprendiamo invece che è stato nominato un nuovo commissario straordinario. Una nomina in palese contrasto con l’avviso pubblico dell’8 ottobre. Chi ha deciso che la casa di riposo deve essere nuovamente commissariata?».
Come ha spiegato l’assessora regionale ai Trasporti Debora Ciliento nell’intervista pubblicata in altra sezione, Comune e Regione stanno lavorando in parallelo: la nomina del commissario si è resa necessaria per procedere a interventi urgenti di messa in sicurezza, in particolare riguardanti le unità immobiliari di Palazzo Trombetta, in piazza Longobardi, e del fabbricato di piazza XX Settembre, di fronte alla stazione ferroviaria. «Quando il Comune ricostituirà il Consiglio di amministrazione – ha aggiunto Ciliento – la Regione provvederà a nominare il presidente».
Anche il sindaco Amedeo Bottaro conferma che non vi è stato alcun conflitto istituzionale: «La Regione non poteva essere a conoscenza del mio avviso pubblico, così come io non potevo prevedere la loro scelta di procedere alle nomine in questo momento. Resta il fatto che una cosa non esclude l’altra: quando da Bari ratificheranno le mie indicazioni e sceglieranno il nuovo presidente, scatterà automaticamente la revoca dell’attuale commissario».
Una dichiarazione giunge dallo stesso neo commissario: «Ho appreso della convocazione di una conferenza stampa avente ad oggetto la mia nomina a nuovo Commissario straordinario della Asp “Vittorio Emanuele II” di Trani. Al riguardo, preciso che tale carica, come previsto dal decreto di nomina, ha carattere temporaneo e, pertanto, non si pone affatto in contrasto con la procedura avviata dal Comune di Trani per la selezione di componenti del Consiglio di Amministrazione. Nel frattempo svolgerò le mie funzioni a garanzia e salvaguardia dell’Ente nell’interesse esclusivo della città di Trani, dove vivo da quasi dieci anni e dove ho studio professionale. Appena mi sarò insediato e ce ne saranno le condizioni sarò disponibile a confrontarmi sulle questioni attinenti alla situazione dell’Ente con chi lo richiederà».
