C’è un modo in cui la musica sa tornare, come un’onda che riconosce la sua riva.
Così è tornato Ricky Portera a Trani, dopo la serata di metà maggio, per un nuovo incontro con il suo pubblico, questa volta nella cornice più intima e vibrante del Santo Graal, nel cuore del centro storico.
Un ritorno che ha il sapore di casa, di amicizia e di quella complicità che solo la musica vera sa creare.
Sul palco, insieme a lui, il Carlo Ragno Power Trio — formazione di grande solidità e carattere composta da Carlo Ragno (voce e chitarra), Roberto Inciardi (basso) e Claudio Cassano (batteria) — ha dato vita a un concerto energico e trascinante, un autentico viaggio attraverso la storia del rock.
Da Hendrix a Clapton, da Sting ai Blues Brothers, fino ai Doors e a Jeff Beck, ogni brano è stato rivisitato con una potenza controllata, piena di groove e libertà, come in una jam session tra amici che si intendono con lo sguardo. L’evento, intitolato “Halloween in Rock”, ha trasformato il Santo Graal in un piccolo tempio del rock. Un’atmosfera elettrica e coinvolgente, che ha unito appassionati di ogni età nel segno della buona musica e dell’energia dal vivo.
Il risultato? Una serata che ha avuto la leggerezza dell’improvvisazione e la profondità di un racconto vissuto.
E poi, inevitabile e toccante, il momento dedicato a Lucio Dalla.
Portera, che con Dalla ha condiviso palchi, viaggi e vita, ha scelto di ricordarlo con Vita — un brano che è insieme preghiera e testimonianza, respiro e memoria.
Le sue note, limpide e calde, hanno riempito la sala come una carezza collettiva.
Non era solo un tributo: era un dialogo tra due amici che, in fondo, non hanno mai smesso di parlarsi attraverso la musica.
«Suonare a Trani mi fa sentire a casa - ha dichiarato Portera in un’intervista al Giornale di Trani. Qui c’è un’energia speciale, un calore umano che non si dimentica» Ricky Portera, con la sua chitarra che sa essere rabbiosa e dolce nello stesso tempo, ha ricordato cosa significa essere un musicista vero — uno di quelli che non suonano per mestiere, ma per necessità dell’anima.
L’evento e l’articolo con il prezioso supporto fotografico di Sergio Porcelli.










