Una storia di umanità, riscatto e speranza arriva dalla Casa Circondariale Femminile di Trani, dove cinque detenute hanno realizzato a mano lenzuola destinate a un ospedale pediatrico del Kenya.
Questa iniziativa, che unisce solidarietà e rinascita personale è stata raccontata nell’articolo dell’8 ottobre scorso: oggi la vicenda torna a far parlare di sé grazie all’eco suscitata anche da Vatican News, che le ha dedicato un servizio speciale, riconoscendo il valore profondo del gesto compiuto dalle ristrette.
L’iniziativa è nata grazie alla collaborazione tra l’Istituto penitenziario e l’associazione “Il Sogno di Angelica”, impegnata in progetti di solidarietà internazionale, e ha attirato l’attenzione di Vatican News, che le ha dedicato un servizio speciale.
Le lenzuola, confezionate con cura nel laboratorio sartoriale interno al carcere, sono state consegnate all’associazione nel corso di una breve cerimonia alla presenza della direzione e del personale dell’istituto. Saranno poi portate in Africa, dove contribuiranno a rendere più accoglienti le stanze di un ospedale pediatrico.
A guidare le detenute in questa esperienza è stata suor Antida Lombardi, religiosa delle Suore della Carità di Santa Giovanna Antida Thouret, da circa un anno volontaria nella struttura. La suora, insieme ad altre consorelle che vivono stabilmente nel carcere, ha accompagnato passo dopo passo le partecipanti, unendo formazione, ascolto e spirito di comunità.
“Abbiamo accolto la proposta de Il Sogno di Angelica con gioia”, racconta suor Antida. “Quest’associazione è nata dopo la morte di una giovane donna che sognava di andare in Kenya per aiutare i bambini. Le nostre ospiti hanno lavorato con grande entusiasmo, mettendo nelle cuciture la loro maternità, la loro forza, la voglia di dare qualcosa di sé”.
Per il valore umano e sociale dell’iniziativa, la Direzione del carcere di Trani ha conferito alle cinque protagoniste un encomio ufficiale, un riconoscimento raro nel contesto penitenziario, che premia gesti di solidarietà e responsabilità civile. L’encomio, inserito nel fascicolo personale, può anche incidere positivamente sul percorso di rieducazione e reinserimento delle detenute.
“È stato un piccolo miracolo” aggiunge suor Antida. “Non capita spesso che le detenute ricevano un premio per gesti di questo tipo. Loro non lo hanno fatto per ottenere un vantaggio, ma solo per amore, per altri ‘piccoli’ come i loro figli che le aspettano a casa”.
La sartoria della Casa Circondariale di Trani ha una lunga tradizione artigianale, già nota per altri progetti di grande valore simbolico, come il telo donato a Papa Francesco nel 2023. Con questa iniziativa, il laboratorio torna a essere un luogo di creazione e rinascita, dove il lavoro manuale diventa anche occasione di riconciliazione con sé stessi e con gli altri.
Una storia semplice e potente, che mostra ,come sottolineato da Vatican News , come anche dietro le sbarre si possa generare speranza, e come la solidarietà degli ultimi possa raggiungere altri ultimi, in un filo invisibile che unisce Trani al Kenya, passando per i cuori di chi ha scelto di “cucire” il bene.








