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Cavalcata Trani, Moscelli: «È la forza delle rotazioni. Luci a gara in corso? Chiedete alla società»

Fabio Moscelli, allenatore del Trani, ha analizzato con lucidità la vittoria per 5-0 contro la Virtus Bisceglie, intervenendo nella conferenza stampa a conclusione del match. Il tecnico ha commentato la prestazione della sua squadra, ma anche le difficoltà iniziali e le scelte tattiche che hanno portato alla svolta nella ripresa.

Il primo giornalista ha aperto la conferenza chiedendo un bilancio generale della partita e del campionato. Moscelli ha riconosciuto che l’avvio non è stato convincente: «Non abbiamo approcciato bene la gara, sicuramente il campo pesante non ci ha aiutato. Nel primo tempo non abbiamo fatto una grande partita, anche se le occasioni le abbiamo create e gli avversari non ci hanno mai tirato in porta». Ha spiegato che durante l’intervallo è intervenuto in modo deciso: «Abbiamo chiesto ai ragazzi di alzare subito l’intensità, l’aggressività e i duelli. Nel secondo tempo abbiamo fatto uno dei migliori tempi della stagione, con cinque gol e tante situazioni pericolose».

Un secondo cronista ha posto l’attenzione sull’episodio del rigore che ha sbloccato il risultato e sulla prestazione di Prekducaj, autore di un gol, il primo per lui, poco prima della sua sostituzione. Moscelli ha confermato che il cambio era programmato: «Non lo vedevo più brillante sulle gambe, aveva bisogno di minutaggio per ritrovare la forma. Quando è uscito gli ho fatto i complimenti, gli ho detto che era meglio farlo riposare. Sono contento che abbia segnato perché è un ragazzo che non si risparmia mai».

Alla domanda riguardante le rotazioni e la profondità della rosa, il tecnico ha risposto sottolineando il valore del gruppo: «Posso fare affidamento su tutti i ragazzi. Ci sono partite in cui qualcuno soddisfa di più e altre meno, ma l’atteggiamento è sempre positivo. Li ringrazio per la loro disponibilità».

Si è poi parlato della difficoltà di sfondare contro squadre che si chiudono in massa dietro la linea della palla. Moscelli ha spiegato: «Quando trovi squadre che mettono otto o nove giocatori dietro è difficile trovare spazi. All’intervallo ho chiesto di aumentare la qualità dei passaggi e del controllo, di cambiare gioco con velocità. Lo abbiamo fatto e da lì sono arrivati i gol».

Sollecitato sul tema del terreno di gioco e dell’illuminazione dell’impianto (sempre più buio nei secondi temnpi con l'ora solare, e le giornate si accorceranno ancora fino al 21 dicembre), Moscelli ha mantenuto prudenza, rimandando la questione alla società: «Se si accendono le luci a gara in corso è meglio per tutti, ma è una domanda da fare alla società». Ha poi osservato che il campo non aiuta il gioco del Trani: «Contro una squadra schierata con il 5-3-2 era difficile trovare spazi centralmente. Siamo andati sulle fasce e sulla catena abbiamo costruito bene il secondo gol, con un tre contro due e un bel cross che ha liberato l’inserimento del centrocampista».

La discussione si è spostata sull’importanza degli scontri diretti. «Vincere scontri diretti è fondamentale, ma non c’è nessuna fuga. Bisogna stare sempre attenti: le squadre dietro non vedono l’ora che sbagli. Dobbiamo essere umili e lavorare ogni giorno, perché gli obiettivi si conquistano con la quotidianità».

Interpellato su Stella e Gernone, entrambi protagonisti, Moscelli ha espresso soddisfazione: «Stella è un giocatore che ho voluto fortemente, alza la qualità tecnica e ha fatto un’ottima partita, anche se deve migliorare la condizione. Gernone è un ragazzo generoso, uno che dà sempre l’anima. Sono felice che abbia trovato il gol, se lo merita».

In chiusura, un giornalista ha chiesto se si aspetta che anche le squadre di media o bassa classifica giochino con intensità massima contro il Trani. Moscelli ha risposto con chiarezza: «Ormai fanno tutti così. Le avversarie contro di noi giocano la partita della vita. Non ci dobbiamo sorprendere. Dobbiamo essere sempre al massimo, mettere il 100% in campo. Poi vengono fuori l’organizzazione di gioco, le qualità tecniche individuali e la forza del gruppo».


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