Il Circolo del Cinema Dino Risi di Trani ha ospitato questa sera un incontro speciale con il regista pugliese Valerio Manisi, organizzato nella sede di via Andrea Ciardi 26. La serata, coordinata da Iolanda Peluso, Maria Grazia Filisio e Giuseppe del Curatolo, ha previsto la proiezione di due cortometraggi dell’autore, «Vivi la vita» (2019), con Alvaro Vitali, ed «Era ora!» (2023), interpretato da Giacomo Rizzo: due opere differenti per stile e ambientazione, ma accomunate da una forte sensibilità umana e da una poetica visiva essenziale, capace di interrogare il pubblico sul tempo, sulla memoria e sulla condizione contemporanea.
Dopo la proiezione, Manisi ha dialogato con i presenti in un confronto aperto e informale, approfondendo i temi dei due corti e riflettendo sullo stato del cinema indipendente italiano. La serata è stata dedicata alla memoria di Alvaro Vitali, recentemente scomparso, figura amatissima della commedia all’italiana e legata in modo speciale alla città di Trani, dove negli anni ha girato film diventati cult.
Il cineclub ha voluto rendergli omaggio mostrando un lato meno noto dell’attore, quello più intimo e malinconico che emerge con intensità in «Vivi la vita». L’iniziativa ha rappresentato inoltre un’occasione preziosa per incontrare un regista pugliese affermatosi nel panorama nazionale e per valorizzare due opere che continuano a ottenere selezioni e riconoscimenti in Italia e all’estero.
L’evento ha confermato la vocazione del Dino Risi, unico schermo cinematografico attivo in città, a essere un presidio di cultura cinematografica. Grazie all’impegno dei suoi organizzatori e alla partecipazione di un pubblico numeroso e appassionato, il Circolo si è ritagliato un ruolo centrale nella diffusione del cinema d’autore, nella tutela della memoria cinematografica e nella valorizzazione dei talenti locali. Nel corso degli anni ha ospitato serate, incontri e retrospettive che hanno unito intrattenimento, formazione e riflessione, diventando un punto di riferimento per Trani e per l’intero territorio pugliese.
La presentazione dei cortometraggi di Manisi si è inserita nella tradizione di qualità del Circolo, restituendo al pubblico uno sguardo d’autore, capace di unire realismo e poesia. «Vivi la vita» offre una riflessione sul tempo perduto e sulle occasioni mancate, tra quadri visivi che richiamano la condizione dei giovani, di chi abbandona la propria terra o di chi approda sulle nostre coste sopravvivendo ai viaggi della speranza. «Era ora!» pone invece al centro un lungo monologo interpretato da un intenso Giacomo Rizzo, che denuncia le ipocrisie della società contemporanea con un linguaggio quasi teatrale, reso però perfettamente dinamico per il grande schermo.
Singolare il finale speculare delle due opere: nel primo il figlio saluta il padre morto, nel secondo il padre defunto accarezza il figlio durante il suo funerale. Un gesto incrociato che lega simbolicamente le due narrazioni, creando un ponte emotivo tra memoria e perdita.
Nel dialogo con il pubblico, Manisi ha spiegato: «Non c’è niente di più razionale del tempo. Lo misuro incontrando le persone e portando con me ciò che mi fa dire che quel tempo l’ho trascorso bene». Ha ricordato il suo rapporto con Vitali: «È stato un grande attore fin da ragazzo. Lo incontrai a Taranto e gli proposi di lavorare con me. Mi chiese che il suo personaggio morisse, perché per lui era la prima opera drammatica da protagonista. Scelsi il contrario, ma apprezzò comunque il lavoro». Entrambi i cortometraggi sono stati girati a Grottaglie, città natale del regista, tradizionalmente legata all’arte della ceramica.
Manisi ha poi espresso il desiderio di chiudere un ideale trittico: «Sogno di girare un terzo corto con Lucio Montanaro, attore pieno di risorse. Alla presentazione di “Era ora!” c’erano tutti e tre, e penso che Montanaro chiuderebbe perfettamente il cerchio».
Durante la serata è intervenuto anche Franco Caffarella, già assessore alla Cultura, ricordando che «il prossimo anno celebreremo i cinquant’anni dal primo film girato a Trani da Mariano Laurenti, Classe mista». Caffarella ha ricordato inoltre l’esistenza, negli anni Settanta e Ottanta, di una vera e propria film commission ante litteram di Trani coordinata da Enzo Melega, struttura che supportò anche le produzioni televisive Rai e Fininvest.
Infine, Manisi, nell’intervista concessa al termine dell’evento, ha ribadito l’importanza del genere breve: «La sintesi è alla base della scrittura. Il cortometraggio è il ramo più puro e sperimentale del cinema». E ha ricordato le difficoltà produttive del settore e la sua scelta di continuare a credere nel formato breve, pur avendo ricevuto spesso il consiglio di dedicarsi al lungometraggio.
Il Circolo del Cinema Dino Risi rinnova il suo invito a tutti gli appassionati a partecipare ai prossimi appuntamenti, con l’obiettivo di continuare a promuovere il cinema indipendente e la cultura visiva in una città che, pur priva di sale commerciali, resta ricca di un pubblico attento, curioso e capace di emozionarsi.











