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L'olio piace e si regala: Frantoi aperti 2025 raccontato da Oro di Trani. Foto e video

Anche quest’anno il frantoio Oro di Trani, guidato da Enzo Betti, ha aderito al circuito Strade dell’Olio e all’iniziativa regionale Frantoi Aperti 2025, confermando una tradizione che si rinnova e che continua ad attirare visitatori e appassionati. Tra profumi d’olio nuovo e macchinari in funzione, Betti racconta una stagione partita bene e che prosegue con ottimi risultati.

«La stagione è andata bene, anzi sta andando bene. Stiamo lavorando tanto e il prodotto anche quest’anno è buono, nonostante gli attacchi della mosca e un po’ di siccità a inizio campagna» spiega. Secondo Betti, il 2025 segna un miglioramento anche sul fronte produttivo: «La quantità è sicuramente superiore rispetto allo scorso anno. La qualità resta alta perché in Puglia, nella BAT, abbiamo un patrimonio unico: la nostra Coratina, che dà un olio eccezionale».

Tra le preoccupazioni permane la Xylella, che per ora non ha toccato il territorio, ma che continua a rappresentare un rischio. «È un pericolo evidente. La stanno contenendo, ma speriamo rimanga lontana da noi perché sarebbe davvero un problema serio» commenta Betti con prudenza.

Sul fronte dei costi, la situazione appare relativamente stabile: «I costi sono legati soprattutto all’energia e all’approvvigionamento della materia prima, ma rispetto ad altri anni restano contenuti». L’incidenza sul prezzo finale dell’olio, assicura, non è eccessiva, ma Betti insiste su un punto fondamentale: «L’importante è che il prodotto non venga svenduto. Bisogna dare valore al nostro olio, senza mortificare né i produttori né chi lavora nella filiera».

E il consumatore sembra averlo capito. «La clientela è sempre più consapevole e accetta di buon grado una spesa un po’ più alta quando c’è la certezza di acquistare un prodotto di qualità, garantito e certificato» osserva Betti. «Bisogna diffidare dei prezzi troppo bassi: spesso nascondono un prodotto che non vale».

L’olio, inoltre, sta diventando sempre più un protagonista dei regali, non solo a Natale. «Oggi è frequente regalarlo anche ai matrimoni. Come bomboniera realizziamo spesso piccole bottiglie, gli "orfetti". L’olio è davvero un oro, e chi lo riceve lo apprezza sempre» racconta sorridendo.

Guardando al futuro del settore, Betti individua una priorità su tutte: «Manca l’unione tra i produttori. Dovremmo lavorare a una filiera condivisa, capace di garantire qualità costante e prezzi stabili nel tempo. Solo così potremo rendere il nostro settore sempre più florido».

Tra tradizione, passione e innovazione, Oro di Trani continua così a rappresentare una delle realtà più autentiche dell’olivicoltura tranese, mantenendo vivo un patrimonio che profuma di storia e di futuro.

https://www.youtube.com/watch?v=ptwtEl4ZNtI

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