In biblioteca comunale un incontro dedicato al tema dei beni confiscati alle mafie come risorsa per il territorio, con la partecipazione di istituzioni e rappresentanti del terzo settore.
Il procuratore di Trani, Renato Nitti, ha evidenziato il valore sociale della confisca, che oggi non significa solo sottrarre beni alla criminalità, ma restituirli alla collettività attraverso progetti sociali e istituzionali.
Al centro del confronto l’esempio del bene confiscato sul lungomare di Trani, destinato a diventare un centro di ascolto per il disagio familiare e per le vittime di reati legati al “codice rosso”, frutto di una progettazione condivisa tra Procura e Comune.
Il sindaco Amedeo Bottaro ha annunciato l’ottenimento di un finanziamento regionale di 625mila euro nell’ambito del bando “Puglia Beni Comuni”, sottolineando l’importanza della collaborazione istituzionale.
Nel dibattito è emersa anche la necessità di superare le difficoltà burocratiche che rallentano il riutilizzo dei beni confiscati.
L’assessora regionale Debora Ciliento ha ribadito l’impegno della Regione sull’antimafia sociale, ricordando che la rigenerazione di questi beni rappresenta un segnale concreto di legalità, speranza e riscatto per la comunità.











