«Abbiamo avviato le procedure per la richiesta dello stato di emergenza»: con queste parole il presidente della Regione Puglia, Antonio Decaro, sintetizza la decisione della Giunta regionale dopo l’ondata di maltempo che, tra il 31 marzo e il 3 aprile, ha colpito duramente l’intero territorio.
La Regione ha deliberato la richiesta alla Presidenza del Consiglio dei Ministri del riconoscimento dello stato di emergenza di rilievo nazionale e di finanziamenti straordinari per fronteggiare i danni causati dagli eventi meteorologici eccezionali. Piogge intense e persistenti, accompagnate da venti di burrasca, hanno provocato crolli, alberi abbattuti, allagamenti diffusi, esondazioni e frane, con conseguenze rilevanti sulla viabilità e sull’isolamento di alcuni centri abitati.
Particolarmente critica la situazione dei corsi d’acqua e degli invasi come diga di Occhito, diga di San Giuliano e diga del Capaccio, che hanno raggiunto la quota di sfioro, imponendo l’attivazione delle procedure di allerta per il rischio idraulico a valle.
I danni risultano ingenti e diffusi: colpiti il comparto agricolo, il tessuto produttivo e il patrimonio edilizio pubblico e privato, oltre a beni mobili e veicoli. Si registrano inoltre interruzioni della viabilità stradale e ferroviaria e disservizi alle reti elettriche.
La Regione ha quindi avviato una prima ricognizione dei danni, necessaria per quantificare le risorse economiche da richiedere, mentre parallelamente sono in corso le procedure per il riconoscimento dello stato di calamità naturale per il settore agricolo e zootecnico.
«Quello che è accaduto ha le caratteristiche di un evento climatico estremo», ha aggiunto Decaro, sottolineando la necessità di avviare un piano strutturale di messa in sicurezza del territorio, anche alla luce del passaggio repentino da mesi di siccità a precipitazioni eccezionali. Nelle prossime ore il Genio civile sarà operativo nelle aree più colpite, in particolare in Capitanata e nel Subappennino Dauno, per ripristinare la viabilità nei comuni rimasti isolati.
Un ringraziamento è stato espresso anche dall’assessore regionale alla Protezione civile, Debora Ciliento, che ha evidenziato il lavoro svolto dal sistema regionale durante l’emergenza. La macchina dei soccorsi ha visto impegnati la Protezione civile, i Vigili del fuoco, le Prefetture e gli enti locali, con il supporto del volontariato e del Numero unico di emergenza 112, che ha gestito un picco significativo di richieste di aiuto.
La gestione dell’emergenza ha consentito di affrontare le criticità più urgenti, ma resta ora centrale il tema della prevenzione e dell’adattamento del territorio ai cambiamenti climatici.
