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Riti pasquali: partecipazione e dispiaceri

La Settimana santa 2026 è certamente entrata nella storia della nostra città, per alcuni accadimenti che toccano il vissuto di una popolazione costantemente richiamata dalle liturgie e dai riti della pietà popolare. 

Il Lunedì santo, la popolazione ha vissuto un momento penitenziale presso la chiesa di s. Giuseppe, invogliando ad accostarsi al sacramento della riconciliazione, alla presenza del Vescovo e del clero locale. Difatti, a ridosso del Triduo Pasquale, la Chiesa indirizza a un pentimento interiore iniziato sin dal Mercoledì delle Ceneri attraverso digiuno, penitenza e preghiere. 

La concelebrazione del Crisma, presieduta da mons. Leonardo D'Ascenzo e vissuta il Mercoledì santo, ha richiamato l'intera comunità diocesana attorno al suo pastore, nella Cattedrale di Trani. Durante la funzione, l'Arcivescovo ha consacrato l'olio del Crisma e benedetto quello dei catecumeni e degli infermi. Spesso definito un momento prettamente dedicato ai sacerdoti, la s. Messa è diventata un momento davvero ecclesiale che, annualmente, si scopre e vive con piacere, concentrando i fedeli attorno al proprio pastore.

Il Giovedì è un concentrato di memorie. Anzitutto, con la Messa in Coena Domini (ovvero nella cena del Signore) è il ricordo dell'istituzione di due sacramenti: l'Eucaristia e il sacerdozio ministeriale. Infatti, durante l'ultima cena, Gesù in persona, nello spezzare il pane e nel bere il vino, si consegna per sempre con la sua presenza viva e reale, in un momento che si "ripete" in memoria di Lui. Allo stesso tempo, il gesto della lavanda dei piedi stabilisce il servizio dei ministri ordinati, per il bene di Dio e delle sue anime. Dopo il congedo delle funzioni tenutesi in Cattedrale, nelle parrocchie e nei santuari, nonostante la pioggia, la comunità dei fedeli ha svolto la visita alla chiese, un momento davvero significativo per tanti richiamati alla preghiera davanti al Ss. Sacramento riposto negli altari della reposizione (volgarmente detti "Sepolcri"). La pioggia non ha ostacolato questo uso che, scoperto nel suo significato vero e proprio, ha portato centinaia di cristiani anche nei luoghi simbolo del Triduo di Pasqua, portandosi in preghiera in S. Teresa, custode del culto all'Addolorata e nelle chiese di S. Andrea e del Miracolo Eucaristico, per fare memoria dell'accaduto legato a un'ostia consacrata diventata carne, a conferma della presenza di Gesù nel pane dell'altare.

Alle prime ore del Venerdì santo è accaduto un evento meno piacevole: l'annullamento della secolare processione di penitenza col simulacro della Vergine Addolorata. Organizzato dall'Arciconfraternita omonima, cui vi partecipa anche il Terz'ordine dei Servi di Maria, il momento è stato impedito dalle dure condizioni meteorologiche che hanno indotto il Consiglio a non vivere o spostare in altro orario il rito che vede la visita ai repositori Eucaristici, lungo le vie del paese. Così, alcuno ha paventato l'idea di slittare ad altro orario lo svolgimento, magari nella mattinata del Venerdì, come accaduto nelle città limitrofe. Si è comunque concessa la possibilità di pregare in S.Teresa attraverso una veglia che si è protratta sino a metà mattinata, conclusa da un momento di preghiera tenuto dall'Arcivescovo.

In serata, dopo le azioni liturgiche di adorazione della croce, si è snodata la solenne Processione Penitenziale dalla basilica superiore della Cattedrale. L'Arciconfraternita dei Bianchi, organizzatrice del rito che vorrebbe anche riparare alla profanazione dell'Ostia consacrata, come sempre ha provveduto a diversi inviti positivamente corrisposti: il clero locale, le confraternite della Città e l'amministrazione comunale. A seguito delle quattordici immagini della passione, la reliquia è stata condotta sotto il baldacchino rosso. A conclusione, l'Ordine equestre del S. Sepolcro e le Civiche autorità, con l'accompagnamento musicale del Gran concerto bandistico "Pietro Mascagni - Città di Trani". Ancora una volta, il simbolo della chiave dell'urna Eucaristica, donata dall'arcivescovo Giuseppe M. Leo a Trani nel 1935 ed utilizzata per l'Altare della Reposizione allestito in Cattedrale, è stato posto al collo dell'Arcivescovo, sostituito dal Presidente del Capitolo, Don Gaetano Lops, del Sindaco Amedeo Bottaro e dal Priore dei Bianchi Cataldo Squatriti, a simboleggiare la custodia della Chiesa locale, della Città e della popolazione tutta verso il Ss. Sacramento, donata in forma speciale col segno miracoloso che ci elegge a "Città Eucaristica".

La processione, nonostante il forte vento, è risultata seguitissima e riscoperta nel suo significato e ha sostato brevemente nei pressi dei luoghi del Miracolo Eucaristico per un breve momento di preghiera, in via Mario Pagano, per poi fare rientro in Cattedrale.

Sempre in quest'ultima chiesa, con la veglia pasquale, Mons. D'Ascenzo ha dato fine al Triduo santo, celebrato e vissuto ancora una volta con grande fede da parte di una cittadinanza sempre più convinta e consapevole di un vissuto di fede identitario. 

Tuttavia, è evidente una certa perdita di riferimento alla tradizione religiosa che, allo stesso tempo, si intreccia con il desiderio di riscoprire riti e momenti identitari. Tradizioni che, da secoli, raccontano una storia e offrono a chiunque l’occasione di ritrovarsi, senza timori o superficialità, in un percorso personale e autentico verso il Cristo risorto.


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