Formare ed informare su di un tema tecnico ma che investe più che da vicino la professione, considerato che si parla di contrattualistica con i privati. Un obbligo deontologico prima ma anche morale poi come spiegato nel corso di uno degli appuntamenti formativi organizzati dall’Ordine degli Architetti PPC della BAT a Trani all’interno di Palazzo Covelli.
«L'obbligo del contratto è un obbligo deontologico, per cui l'assenza del contratto in un rapporto con i privati è una violazione deontologica – ha spiegato l’arch. Francesco Giordano componente della commissione Compensi e Contratti dell’Ordine degli Architetti BAT - Quindi è fondamentale scrivere bene il contratto, rapportarlo correttamente alle prestazioni che sono state richieste e quindi concluderlo, finalizzarlo. Ovviamente ci aspettiamo che venga finalizzato positivamente nell'esecuzione. Non c'è ovviamente un modello di contratto che ci impone il Consiglio Nazionale e quindi di conseguenza noi abbiamo molto spesso l'imbarazzo di come valutarlo, perché essendo libero troviamo una forma diversa dall'altra. La proposta che noi avanziamo è quella di unificarlo, cercare di trovare una forma che sia intelligibile, che ognuno possa adottare e quindi rendere il compito delle commissioni più semplice».
Ed è questa la proposta che è partita proprio dall’Ordine degli Architetti PPC della BAT e da questo convegno introdotto dal presidente dell’Ordine Architetti PPC BAT l’arch. Andrea Roselli e che ha visto la partecipazione anche dell’avv. Nicola Pignatelli esperto di contrattualistica e che ha parlato degli aspetti civilistici del contratto di prestazione d’opera oltre all’arch. Vincenzo Lechiancole (componente Commissione Compensi e Contratti dell’Ordine) che ha parlato della determinazione del compenso in via preventiva. Particolarmente qualificati anche gli interventi del presidente del Consiglio di Disciplina dell’Ordine Architetti BAT arch. Giuseppe Lechiancole e dell’arch. Mimì Crescente del Consiglio di Disciplina dell’Ordine Architetti BAT sull’obbligo deontologico del contratto professionale:
«Il consiglio di disciplina è chiamato a vigilare sulla deontologia professionale di tutti gli iscritti – ha detto l’arch. Giuseppe Lechiancole - Il tema odierno che investe appunto il rapporto con la committenza privata è sottoposto a questo controllo ideale da parte del consiglio di disciplina per l'aspetto deontologico e l'eventuale violazione rende poi obbligatoria una sanzione che, in prima battuta, può essere molto lieve ma se c'è la recidiva è chiaro che poi si arriva persino alla sospensione e cancellazione».
«Abbiamo cercato di far diventare questo convegno veramente interessante – ha spiegato l’arch. Mimì Crescente - per dimostrare ai colleghi che, applicandosi prima sulla costruzione di un contratto scritto, così come obbliga il Codice di Disciplina, si trovano poi con uno scudo che li garantisce rispetto ad eventuali clienti cattivi e questo scudo ha la caratteristica anche di essere moralmente giusto, cioè etico».






