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Arte, identità e trasformazione: Yesenia Suárez in villa fino al 19 aprile

Domenica 12 aprile alle ore 11:00 sarà inaugurata presso lo Chalet della Villa Comunale di Trani la mostra “UMANI. Tutte le parti contano. L’oro unisce e celebra”, la prima personale dell’artista colombiana con cittadinanza italiana Yesenia Suárez, con il patrocinio gratuito della città di Trani e realizzata con il sostegno del Palazzo delle Arti Beltrani.

L’esposizione sarà visitabile dal 12 al 19 aprile 2026, tutti i giorni dalle ore 10:00 alle 13:00 e dalle 17:00 alle 21:00. La scelta della location non è stata casuale: lo spazio suggestivo dello Chalet, individuato appositamente per la sua dimensione intima e contemplativa, capace di favorire un dialogo autentico tra opere e pubblico, fa in modo che le opere possano dialogare perfettamente in armonia con il contesto paesaggistico.

L’artista presenta per la prima volta al pubblico quindici opere che indagano l’essere umano come insieme di parti diverse e complementari, superando l’idea di perfezione formale per restituire una visione autentica e condivisa dell’esperienza umana. Al centro della ricerca artistica vi è la linea dorata, elemento simbolico che non nasconde né corregge, ma unisce e celebra ciò che esiste, richiamando il principio del kintsugi.

Il percorso dell’artista nasce da una lunga e profonda trasformazione personale e professionale: dopo diciotto anni nel campo dell’ingegneria meccanica, Yesenia Suárez approda all’arte attraverso un processo di ascolto del corpo e delle emozioni, lasciando spazio a un gesto libero, non forzato. Come lei stessa ha dichiarato «Per anni, quei quadri sono rimasti nascosti. Non perché non fossero pronti. Ma perché non riuscivo ancora a sostenerli fuori».

Il percorso evolutivo di Yesenia inizia nel 2018, a Cartagena, in Colombia, e trova nella città di Trani il luogo in cui concretizzarsi pienamente. È proprio qui, grazie all’accoglienza ricevuta dalla cittadinanza, all’incontro ed alla frequentazione con il Palazzo delle Arti Beltrani, che ha creduto nelle sue potenzialità sostenendone il percorso, che qualcosa cambia. «UMANI nasce da questo passaggio: dal lasciar fuori… al poter includere.»

Le opere, realizzate solo con l’uso delle mani e realizzate senza bozzetti preparatori, tengono insieme elementi diversi — struttura e apertura, controllo e sensibilità — trovando nella linea dorata un segno che connette e celebra, richiamando un messaggio di accoglienza, riconciliazione e coesione sociale. Sono quadri che parlano di radici e rinascite, di forme asimmetriche che convivono, di pause e presenze. Le linee dorate non aggiustano: onorano ciò che c’è. Il filo che tiene tutto insieme è questa idea: includere le nostre parti — nessuna di troppo, nessuna mancante — finché l’immagine non diventa intera. Uno degli obiettivi dell’esposizione è quello di attivare un dialogo concreto tra opere, linea dorata e contesto espositivo.

Un altro elemento di inclusione dell’esposizione è la presenza di un’opera collettiva aperta, che consente ai visitatori, guidati dall’artista stessa, di lasciare il proprio segno e diventare parte integrante del progetto espositivo. «Nessuna parte di troppo. Nessuna mancante.»

Ingresso libero.


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