Proteggere il posidonieto costiero, bloccare il declino della fauna marina e salvare le tartarughe: è questo l'obiettivo che si è dato il convegno scientifico svoltosi lo scorso 19 giugno a Trani, presso la sede dello Sporting Club, da cui è scaturita la proposta per l'istituzione di una nuova Area Marina Protetta nel tratto di costa compreso tra Margherita di Savoia e Bisceglie, con la contestuale nascita di un coordinamento provinciale delle associazioni della Bat.
L'iniziativa è stata promossa dall'Associazione Prof. Mauro Cignarelli - Odv-Ets - e dallo Sporting Club Trani, con il supporto e l'adesione di numerose realtà del territorio: Acquarius Piscina Canosa Ssd, Legambiente, Lega Navale Amici del Mare Trani, Anmi (Associazione Nazionale Marinai d'Italia), Pro Natura Bisceglie/Trani - Associazione Ripalta Area Protetta e Club Unesco di Trani.
IL POLMONE SOMMERSO: LO STATO DEL POSIDONIETO
Il prof. Francesco Mastrototaro, docente di Biologia Marina presso l'Università di Bari, ha illustrato il ruolo vitale della Posidonia oceanica, una vera e propria pianta marina che si estende da Barletta a San Vito tra i 6 e i 10 metri di profondità. «La Posidonia produce enormi quantità di ossigeno ed è una nursery naturale per i pesci - ha spiegato il docente -. Dove c'è Posidonia il mare è in salute, e dove è scomparsa possiamo reimpiantarla. Tuttavia, gli ultimi dati ufficiali risalgono ai primi anni 2000: servono subito indagini dettagliate per mapparne lo stato attuale».
La creazione dell'Amp tra Barletta e Bisceglie non è un'utopia, ma un corridoio ecologico indispensabile per unire due riserve storiche già esistenti: le Isole Tremiti e Torre Guaceto. Un presidio necessario per fermare i danni provocati dalla pesca a strascico illegale, dagli ancoraggi selvaggi e dallo scivolamento delle catene sui fondali.
EMERGENZA TARTARUGHE: L'ALLARME DEI BIOLOGI
A confermare l'urgenza dell'intervento è stato Pasquale Salvemini, biologo marino e responsabile del Centro Recupero Tartarughe Marine a Molfetta. Nei mesi autunnali e invernali, la pesca a strascico praticata sottocosta entro i 40 metri intercetta i siti di stazionamento delle tartarughe Caretta caretta, provocandone la morte per annegamento o embolia da risalita rapida.
Le marinerie di Trani e Bisceglie registrano i dati di cattura accidentale più alti del territorio, con picchi che vanno dai 5 agli 8 animali vivi recuperati al giorno nei periodi freddi. Salvemini ha quindi invocato una rapida revisione delle regolamentazioni di pesca e la contestuale apertura di una sede operativa di biologia marina nella città di Trani.
LA SVOLTA POLITICA: NASCE IL COORDINAMENTO DELLE ASSOCIAZIONI
Dall'ampio dibattito finale è scaturita un'azione concreta e immediata: la nascita di un coordinamento provinciale delle associazioni della Bat (Barletta-Andria-Trani). Questa nuova rete territoriale avrà il compito di pianificare la strategia del progetto, fare pressione sulle amministrazioni comunali della costa per l'apertura immediata di tavoli di coprogettazione e assistere gli enti locali nell'intercettazione dei fondi legati ai bandi regionali, nazionali ed europei.
