
Oggi la nostra rubrica Traninchiaro parla di Battiti live, ma prova a farlo in maniera propositiva, sollevando un problema che rischia di mortificare, e non poco, la valorizzazione televisiva della città.
Infatti, se Battiti live deve essere un veicolo di grande promozione turistica per la città, è lecito chiedersi se la città sia altrettanto pronta a valorizzare, attraverso le immagini televisive, il proprio patrimonio storico.
La domanda appare legittima nella misura in cui la cattedrale di Trani, come si è potuto osservare dal vivo poche ore fa durante il concerto all'alba tenuto ai piedi del duomo, presenta numerose lampade della sua valorizzazione luminosa spente.
Ne mancano alcune fra bifore, trifore, quadrifore e pentafore del campanile, e ne mancano altre soprattutto sulle sommità delle arcate cieche lungo le pareti laterali del tempio.
Quando il drone, ripetutamente, si solleverà per mostrare le immagini della cattedrale, la cuspide sarà per metà in ombra e altre parti non saranno valorizzate come meriterebbero.
In questo caso la preghiera - è proprio il caso di dirlo - va rivolta alla Curia, al Capitolo e alla Rettoria della cattedrale, affinché si provveda a risolvere questi problemi: non soltanto in funzione della trasmissione televisiva, ma anche dell'opportuna valorizzazione luminosa del tempio, in combinato disposto con le luci esterne proiettate sul monumento da Enel.
Ormai si è compreso che Battiti live è soprattutto un grande evento televisivo, e come tale va inquadrato. Lo spiegano le imponenti dimensioni del palco, che certamente sottrarranno pubblico alla piazza: evidentemente le immagini aeree avranno il sopravvento rispetto ad altre, e la regia della trasmissione ha certamente previsto un piano di riprese progettando la piazza in funzione della sua massima resa.
Del resto, tutto questo avvantaggerà anche la sicurezza, poiché non si dovrebbe andare oltre i quattromila spettatori, e ciò ne agevolerà il controllo e la gestione.
Resta il fatto che l’«Arena dei diecimila», come ancora oggi si soprannomina piazza Quercia, ospiterà sì e no meno della metà di quel pubblico, ma è proprio questo il dazio che si paga alle regole della televisione, e forse va detto che ci sta andando persino bene.
Infatti, continuiamo a esprimere la nostra massima solidarietà ai poveri spettatori della Valle dei templi di Agrigento che, il 31 agosto 2024, dovettero indossare abiti scuri, lunghi e capispalla, con temperature che superavano i 35 gradi, per un concerto de Il Volo (i tre cantanti odierni, non i sei fuoriclasse del 1974 da cui hanno preso il nome) che in televisione sarebbe andato in onda a Natale: una sofferenza inaudita in ragione di Dea tv.
Per noi, almeno, l'attesa sarà di pochi giorni e si può restare leggeri: dal 24 al 28 giugno si registra, dal 2 luglio iniziano le messe in onda.
Nico Aurora
