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FOTO. Più accessibile, immersivo, moderno: il castello di Trani si rilancia così

Si è inaugurato oggi il nuovo percorso multimediale ed esperienziale del Castello Svevo di Trani, un importante progetto di valorizzazione culturale che segna una nuova fase nella fruizione e nella narrazione di uno dei monumenti più rappresentativi della Puglia.

L’intervento si inserisce in una più ampia e articolata strategia di conservazione, riordino, catalogazione, digitalizzazione e riqualificazione del patrimonio storico-artistico del sito, ideata e coordinata dall’arch. Anita Guarnieri, ed è incentrato prevalentemente su tre nuove soluzioni allestitive realizzate dallo studio di design milanese Dotdotdot.

All’evento di presentazione prendono parte il sindaco di Trani, Marco Galiano, il già primo cittadino del Comune della BAT, Amedeo Bottaro, e l’arch. Anita Guarnieri, Direttrice del Castello di Trani al momento della progettazione ed attuale Dirigente della Direzione regionale Musei nazionali della Puglia, nonché Soprintendente ad interim della Soprintendenza Abap per le province di Foggia e Bat.

Il progetto, del valore complessivo di circa un milione e mezzo di euro, è stato finanziato sulla linea di intervento PNRR “Miglioramento condizioni e standard di offerta e fruizione attraverso il patrimonio digitale”, nell’ambito del Programma Operativo Nazionale “Cultura e Sviluppo” Fesr 2014-2020, nonché mediante le risorse della Legge speciale 190/2014 dedicate agli “Interventi di manutenzione straordinaria, adeguamento normativo degli impianti e progettazione degli allestimenti” e ha consentito, anche attraverso calibrati interventi di restauro, di restituire profondità narrativa a un luogo già straordinario per architettura e collezioni.

In tale contesto si inserisce il lavoro dello studio Dotdotdot, specializzato nella progettazione di ambienti narrativi, esperienze interattive e storico-museali, incaricato di sviluppare le soluzioni multimediali e digitali sulla base del progetto scientifico e delle linee guida elaborate dall’arch. Guarnieri. In costante dialogo anche con la Soprintendenza ABAP BAT-FG, sono state realizzate in particolare tre installazioni permanenti, dedicate rispettivamente all’architettura millenaria del Castello, al bestiario medievale e al profondo rapporto che lega il monumento al mare.

Ciascuna installazione trova collocazione all’interno di una specifica sala espositiva ed è stata concepita per integrarsi armoniosamente con il contesto, valorizzandone le stratificazioni storico-architettoniche, la materia e il patrimonio custodito, nel pieno rispetto dell’identità dei luoghi.

Il Castello Svevo di Trani, una delle mete turistiche più visitate della Puglia che sorge direttamente sul mare, è custode di numerosi reperti medievali in parte esposti nelle sale, in parte ancora incastonati nelle pareti o conservati nei depositi. Le tre installazioni valorizzano tali peculiarità parlando linguaggi differenti e raggiungendo diverse profondità di coinvolgimento: la prima si configura come un archivio tattile, la seconda connette il patrimonio artistico del castello con il territorio circostante tramite la creatività dello spettatore, mentre la terza installazione attinge alle emozioni dei visitatori. In tutte e tre, la tecnologia non è protagonista ma strumento, progettata per essere accessibile a pubblici diversi per età e competenze.

I visitatori saranno accompagnati dal personale della DRMN Puglia, della SABAP BAT-FG e di Dotdotdot partendo dal bastione a nord-est, dove il pubblico può vivere un’esperienza accessibile attraverso il tatto, l’esplorazione visiva e l’ascolto, ispirata al modellino ligneo settecentesco del castello. Mentre una sua riproduzione tattile permette un contatto diretto con la morfologia del monumento, un tavolo interattivo touch consente una sua esplorazione tridimensionale che spazia attraverso le sale e le epoche storiche. Il visitatore può accedere, inoltre, a un archivio virtuale di 50 reperti e, interagendo con sei riproduzioni realizzate con stampante 3D, può attivare una proiezione sulla volta del torrione guidata dalla voce dell’attore e doppiatore Fabrizio Vidale.

La Sala Manfredi, invece, ospita il bestiario medievale: reperti zoomorfi in pietra – frammenti di drago, leone, felino, aquila, grifone e altri –, esposti su un sistema di supporti appositamente progettati, sono accompagnati da una proiezione sulla parete di fondo dedicata agli ‘animali fantastici’. L’installazione è pensata per offrire più livelli di coinvolgimento: narrativo e storico per un pubblico adulto, ludico e creativo per i più giovani, permettendo ai visitatori di progettare il proprio animale fantastico. Attraverso una filastrocca da comporre utilizzando parole che indicano caratteristiche fisiche o caratteriali degli animali, si può dar vita alla propria creatura, che viene illustrata, proiettata sulla parete e poi, se lo si desidera, scaricata con un QR code. Le illustrazioni originali realizzate per il progetto rimandano agli stessi animali lapidei presenti in altri contesti architettonici di Trani e del territorio pugliese, facendo dialogare il patrimonio iconografico del castello con la cattedrale, le altre chiese romaniche e i palazzi cittadini e connettendo, quindi, il monumento con il paesaggio che lo circonda.

La terza installazione, infine, ha sede nelle cosiddette ‘scuderie’, dove si possono ammirare vari reperti, tra cui palle di cannone, abbeveratoi e pozzi. Si tratta di uno spazio espositivo leggermente ipogeo in cui un ‘mare generativo’ si anima sulla parete introducendo un cambio di registro nel percorso espositivo. Le onde generate interamente con codice, ovvero senza l’utilizzo di riprese video, si animano sulla parete attraverso un loop di circa tre minuti, con sound design spazializzato appositamente composto. L’evoluzione narrativa si articola in un crescendo: la rappresentazione marina passa da una fase di quiete a una tempesta simulata, durante la quale il suono si intensifica e l’acqua sembra interagire con lo spazio architettonico circostante. Il ciclo si conclude con la ricostruzione digitale della facciata esterna del castello – con le sue arcate rivolte verso il Mediterraneo – che viene progressivamente avvolta dal mare prima di tornare alla calma iniziale.

L’opera si basa su contenuti visivi e audio parametrici, generati dal vivo da codice e algoritmi anziché essere preregistrati. Parallelamente, un video mapping a pavimento mette in evidenza i principali reperti presenti, inserendoli nel flusso narrativo senza ricorrere a didascalie tradizionali. L’ambiente offre così un’esperienza sensoriale capace di raccontare la relazione millenaria tra la fortezza e la linea di costa. Questo profondo legame è ulteriormente valorizzato da alcune novità allestitive: due progetti di design che ampliano la fruizione del monumento e delle sue collezioni.

Nella Sala Federico II, un sistema di rampe, che diventa elemento espositivo ospitando alcuni reperti della collezione, dialoga con lo spazio architettonico e consente nuovi affacci verso il mare.

La realizzazione di una nuova passerella metallica con accesso dal cortile centrale e l’apertura della Porta a mare consentono l’accesso all’inedito ballatoio sul fronte nord, creando un suggestivo cannocchiale visivo capace di evocare la memoria di antichi approdi e di godere un’ulteriore vista prospettica della famosa cattedrale di Trani.

Il nuovo percorso rappresenta dunque il risultato di una visione culturale complessiva che, sotto la direzione dell’arch. Anita Guarnieri, e grazie alle competenze progettuali di Dotdotdot, ha saputo integrare ricerca scientifica, tutela, innovazione tecnologica e valorizzazione del patrimonio, restituendo al Castello Svevo di Trani una narrazione contemporanea capace di rafforzarne il ruolo di riferimento nel panorama culturale nazionale.


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