In contrada Moridano, nelle campagne del territorio tranese, qualcuno ha segato un palo e rubato una telecamera di videosorveglianza. Quella stessa telecamera che era stata installata per contrastare i furti nelle proprietà private e gli scarichi abusivi di rifiuti. Sulla vicenda interviene il consigliere comunale di minoranza Michele Centrone, di Trani Libera, che non nasconde la propria indignazione e rivolge domande precise all'amministrazione comunale.
La telecamera trafugata era una delle quattordici installate nelle aree rurali del comune di Trani con l'obiettivo dichiarato di presidiare elettronicamente un territorio esposto a due fenomeni particolarmente odiosi: i furti nelle proprietà private e il dumping illegale di rifiuti nelle campagne. Un sistema pensato, almeno nelle intenzioni, per costituire un argine concreto a una piaga enorme del territorio. La realtà, però, ha consegnato un paradosso difficile da digerire: l'occhio elettronico preposto a sorvegliare i malviventi è diventato esso stesso preda dei malviventi.
«Com'è possibile - chiede Centrone - che nessuno si sia accorto di nulla?». Il consigliere entra nel merito tecnico della questione, sollevando interrogativi che difficilmente ammettono risposte rassicuranti: le telecamere non dovrebbero essere collegate a una centrale operativa o quantomeno monitorate a distanza? L'interruzione del segnale non avrebbe dovuto fare scattare un allarme immediato, consentendo un intervento tempestivo?
Centrone non si ferma alla cronaca del furto e allarga il ragionamento a una critica più strutturale. «Se non siamo in grado di difendere nemmeno gli strumenti che dovrebbero difenderci - osserva - come possiamo pensare di garantire la sicurezza dei cittadini e degli agricoltori nelle zone rurali?». La conclusione è secca: spendere denaro pubblico per installare tecnologia e poi abbandonarla a se stessa, senza un reale sistema di controllo, non è sicurezza. È, a detta del consigliere, soltanto propaganda.
Al di là del singolo episodio, la vicenda ripropone con forza il tema della gestione e della manutenzione delle infrastrutture di sicurezza nel territorio extraurbano. Installare le telecamere è soltanto il primo passo: senza un protocollo operativo che preveda monitoraggio continuativo, interventi in caso di anomalia e manutenzione periodica, il sistema rischia di rivelarsi un investimento vanificato, oltre che, come in questo caso, una preda facile per chi opera nell'illegalità.

