Quattro candidati a sindaco attorno a un tavolo, un quinto (Angelo Guarriello) assente giustificato e un tema che in città non smette mai di dividere: come si fa davvero accoglienza turistica. L'incontro organizzato da Visit Trani nella biblioteca comunale ha messo in fila proposte, polemiche sommesse e qualche stoccata reciproca, con il filo conduttore di una domanda che non ha ancora trovato risposta definitiva: Trani sa davvero come ricevere chi arriva?
I PARCHEGGI, IL SOLITO NODO
Il moderatore, Francesco Donato, ha aperto con il tema più ricorrente nei discorsi pubblici tranesi: la viabilità e la sosta. Una questione che, come è stato riconosciuto da tutti, ha carattere endemico e non ha trovato soluzioni strutturali in decenni di amministrazioni.
Giacomo Marinaro ha puntato su un approccio integrato che metta insieme aree pedonali, piani di mobilità e parcheggi in struttura, immaginando in particolare uno interrato nei capannoni Ruggia, capace di assorbire circa trecento posti auto, con una camminata piacevole e breve verso il centro storico. Angela Mercorio, invece, si è mostrata tra le più convinte sostenitrici della soluzione interrata, respingendo con forza l'argomento dell'impermeabilità del suolo: «Le macchine in superficie devono sparire - ha detto - e ho prove concrete della fattibilità tecnica di parcheggi sotterranei anche in una città come la nostra». Marco Galiano ha preferito spostare l'accento sulla necessità di un piano coordinato della mobilità e sull'impiego di strumenti digitali per la gestione dei flussi, mentre Sebastiano de Feudis ha insistito sulla valorizzazione di aree già esistenti che potrebbero essere destinate alla sosta senza stravolgere l'assetto del territorio.
La mobilità dolce, con le piste ciclabili da completare e il bike sharing da ripristinare, è stata evocata da più voci, ma con una riserva condivisa: la cultura del mezzo alternativo all'automobile stenta ad attecchire, e prima ancora che le infrastrutture, occorre un lavoro di educazione civica rivolto all'intera cittadinanza.
LA TASSA DI SOGGIORNO E I SERVIZI
Il secondo blocco di confronto ha riguardato la tassa di soggiorno, entrata in vigore di recente dopo anni di discussioni. Su questo punto è emersa una convergenza di fondo: l'imposta non ha senso se non è accompagnata da servizi all'altezza. È emerso anche il tema della regolamentazione delle strutture extra-alberghiere, con il riconoscimento che il tessuto ricettivo locale è fatto in prevalenza di piccole realtà, case vacanze e strutture di due o tre camere al massimo, e che questo dato non può essere ignorato nel momento in cui si ragiona su politiche di sviluppo.
CHE TIPO DI TURISMO PER TRANI
Sul modello di sviluppo turistico le distanze si sono fatte più evidenti. Marinaro ha ricordato come la destagionalizzazione sia già in parte una realtà, grazie agli investimenti regionali e al rafforzamento dei collegamenti aeroportuali, con presenze significative anche nei mesi di ottobre, novembre e marzo da parte di turisti francesi, spagnoli e tedeschi. Il passaggio successivo, a suo avviso, richiede politiche mirate per aumentare i giorni medi di permanenza. Galiano ha insistito sulla necessità di aprire le strutture culturali della città - chiese, palazzi storici, contenitori di pregio - in maniera stabile e coordinata, affinché il visitatore trovi sempre qualcosa da vedere oltre al castello e alla cattedrale. Sebastiano de Feudis ha proposto di ragionare su un turismo congressuale a patto che vi siano molti più posti letto degli attuali, mentre Mercorio ha ribadito l'urgenza di costruire un brand identitario forte per Trani, capace di uscire dai confini regionali e comunicare un'esperienza autentica e coerente.
IL PRIMO ATTO DA SINDACO
L'ultima domanda del moderatore è stata forse la più diretta: cosa farebbe ciascun candidato il primo giorno utile da sindaco sul fronte del turismo? Galiano ha risposto che il primo gesto sarebbe quello di incontrare le categorie, ascoltare e pianificare con loro. Mercorio ha detto che continuerà a fare quello che fa da due anni: parlare con la gente, ascoltarla, raccogliere suggerimenti. De Feudis ha puntato sul dialogo con chi, ogni giorno, gestisce il rapporto diretto con il visitatore. Marinaro, invece, ha indicato una proposta concreta e misurabile: individuare una figura professionale dedicata esclusivamente alla gestione e promozione turistica, slegata dai vincoli dell'incarico politico e capace di fare da collettore tra amministrazione, operatori e territorio.
