Cinque candidati a sindaco e diciassette liste: è questo il quadro della competizione elettorale che si apre a Trani in vista del voto del 24 e 25 maggio 2026, con eventuale ballottaggio fissato per il 7 e 8 giugno. La Giunta comunale ha così assegnato, in ciascuna delle undici postazioni previste per la propaganda elettorale diretta, gli spazi spettanti a ciascuna lista e a ciascun candidato.
Il sorteggio svolto nei gironi scorsi dal vice prefetto Mazzia aveva già stabilito l’ordine di posizionamento. Vito Branà, sostenuto dal Movimento 5 stelle, è il primo candidato sindaco; seguono Giacomo Marinaro, che può contare sul sostegno di cinque liste - Giacomino sindaco per Trani, Prossimamente Trani, Avanti/Prima di tutto Trani, Marinaro sindaco per Trani ed Essere in azione -; Angelo Guarriello, supportato da quattro liste - Angelo Guarriello sindaco, Fratelli d’Italia, Forza Italia e Trani Libera -; Angela Mercorio, con Rispettiamo Trani e Trani 2035; e infine Marco Galiano, il cui schieramento raggruppa ben cinque liste - Per Trani con Galiano sindaco, Partito democratico Galiano sindaco, Popolari con Galiano, Alleanza Verdi e Sinistra e Italia Viva. In totale, diciassette liste si contenderanno i voti dei tranesi.
Gli undici spazi individuati sono distribuiti nei principali snodi della città: piazza della Repubblica, via G. Rocca, via Annibale Maria Di Francia angolo via Superga, piazza G. Gradenigo, largo Caduti di tutte le guerre, piazza Vittime dell’11 settembre 2001, viale Spagna, via Malcangi, piazza Alfredo Albanese, piazza Nassiriya e via Falcone. A ogni lista spetta una sezione di un metro di base per due di altezza; a ogni candidato sindaco una sezione di settanta centimetri per uno. L’assegnazione segue l’ordine di sorteggio, su linea orizzontale da sinistra verso destra, con alternanza: alcuni spazi partiranno dal numero uno a salire, altri dal diciassette a scendere, al fine di garantire equità nella distribuzione.
Non sfugge, nella lettura del provvedimento, un errore inaspettato: nel dispositivo si fa riferimento, in un punto, «alle 20 liste ammesse alla competizione elettorale del 20 e 21 settembre 2020», con una data e un numero che non corrispondono né all’anno in corso, né al numero effettivo delle liste ammesse. Si tratta, con ogni evidenza, di un refuso derivato da un copia-incolla da atti precedenti, che non inficia la validità sostanziale del provvedimento ma che avrebbe meritato una più attenta revisione prima della pubblicazione.




