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Capaci 34, da oggi la Polizia è Medaglia d'oro al merito civile

«Nell'adempimento quotidiano e silenzioso del loro compito, hanno assicurato e garantiscono la tutela delle persone esposte a pericolo, anche a sacrificio della propria incolumità». Sono queste le parole con cui il Presidente della Repubblica ha motivato il conferimento della Medaglia d'Oro al Merito Civile alla Bandiera della Polizia di Stato per i servizi di scorta e tutela. L'onorificenza sarà al centro delle celebrazioni del 34° anniversario della strage di Capaci, in programma a Palermo giovedì 23 maggio.

Sono trascorsi esattamente trentaquattro anni dall'esplosione che, il 23 maggio 1992, devastò la carreggiata dell'autostrada A29 nei pressi di Capaci, inghiottendo nell'apocalisse del tritolo il giudice Giovanni Falcone, sua moglie Francesca Morvillo e i tre agenti della scorta: Antonio Montinaro, Rocco Dicillo e Vito Schifani. Circa cinquecento chilogrammi di esplosivo, innescati con un radiocomando da un tunnel scavato sotto la sede stradale, trasformarono quel tratto di asfalto in uno scenario di guerra. Falcone e la moglie, ricoverati gravissimi, morirono poco dopo; i tre agenti persero la vita nell'immediato.

LE CERIMONIE

Le commemorazioni avranno inizio con la deposizione di una corona d'alloro presso la Stele di Capaci, il monumento eretto sull'autostrada in corrispondenza del luogo dell'attentato. A seguire, presso il Reparto Scorte della caserma Pietro Lungaro, il Ministro dell'Interno Matteo Piantedosi e il Capo della Polizia, prefetto Vittorio Pisani, alla presenza delle autorità civili, militari e religiose, deporranno una seconda corona d'alloro dinanzi alla lapide dedicata alle vittime.

Nel corso della cerimonia sarà svelato il quadro contenente il brevetto del ministro relativo al conferimento della Medaglia d'Oro al Merito Civile alle donne e agli uomini della Polizia di Stato impiegati nei servizi di scorta e tutela. L'onorificenza, già consegnata il 10 aprile scorso in Piazza del Popolo nell'ambito delle celebrazioni per il 174° anniversario della fondazione della Polizia di Stato, riconosce coloro che - recita la motivazione - «mediante l'adempimento quotidiano e silenzioso del loro compito, hanno assicurato e garantiscono la tutela delle persone esposte a pericolo, anche a sacrificio della propria incolumità», aggiungendo che «il loro esempio di abnegazione testimonia l'alto valore del servizio reso per la sicurezza dello Stato».

I RAGAZZI DELLE SCORTE

All'interno dell'Aula Corona della stessa caserma sarà proiettato il docufilm «I ragazzi delle scorte», con una puntata dedicata alla storia dell'agente scelto Rocco Dicillo, originario di Triggiano, in provincia di Bari, nato il 13 aprile 1962 e caduto a Capaci a soli trent'anni. Insieme a lui, persero la vita il collega Antonio Montinaro, di Calimera, nel leccese, e Vito Schifani, palermitano. A tutti e tre il Presidente della Repubblica aveva già concesso la Medaglia d'Oro al Valor Civile con la medesima motivazione: «Preposto al servizio di scorta del giudice Giovanni Falcone, assolveva il proprio compito con alto senso del dovere e serena dedizione, pur consapevole dei rischi personali connessi con la recrudescenza degli attentati contro rappresentanti dell'Ordine Giudiziario e delle Forze di Polizia. Barbaramente trucidato in un proditorio agguato di stampo mafioso, sacrificava la giovane vita a difesa dello Stato e delle Istituzioni».

IL MOMENTO DEL SILENZIO

Alle 17:58, ora esatta in cui avvenne l'esplosione, un minuto di raccoglimento precederà l'esecuzione del Silenzio di Ordinanza, che risuonerà contemporaneamente presso l'Ufficio Scorte, la Stele di Capaci e l'Albero Falcone. Le celebrazioni si concluderanno alle 19:00 presso la Chiesa di San Domenico con una santa messa in suffragio delle vittime.

Una giornata che non è soltanto memoria, ma - come ricorda la Polizia di Stato - uno spartiacque «tra un prima e un dopo» che ha cambiato profondamente il modo di intendere il valore della legalità, della giustizia e dell'impegno civile contro ogni forma di criminalità mafiosa, testimonianza di un sacrificio che continua ad alimentare una cultura dell'antimafia diventata patrimonio condiviso della società italiana.


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