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Maggio tra memoria e impegno civile: un murale per la legalità nel progetto “Segni di riscatto”

Un’iniziativa  che intreccia arte pubblica, memoria storica e partecipazione civica, inserendosi nel più ampio percorso regionale di “Segni di riscatto - Muri di comunità”, progetto che coinvolge simultaneamente anche Bari e Foggia in un ideale filo comune dedicato alla cultura della legalità. La data, fortemente simbolica, richiama una delle pagine più dolorose della storia repubblicana: la strage di Capaci, nella quale persero la vita Giovanni Falcone, la moglie Francesca Morvillo e gli uomini della scorta. Un evento che continua a rappresentare non soltanto un momento di lutto nazionale, ma anche un punto di riferimento etico e civile nella costruzione della coscienza antimafia. A questo ricordo si affianca inevitabilmente quello di Paolo Borsellino e degli agenti delle scorte, insieme a tutte le vittime innocenti delle mafie, la cui esistenza è stata spezzata dalla violenza criminale.

In questo contesto si inserisce il murale realizzato dall’artista Silvio Paradiso, coadiuvato dagli studenti dell’Istituto Artistico De Nittis di Corato, sul muro di cinta della villa comunale, nei pressi di via Chiarelli. L’opera, Omaggio a Giovanni Falcone (acrilico su muro, m 2x10), nasce come intervento di arte urbana dal forte valore simbolico e si propone come un segno permanente nello spazio pubblico: non un semplice elemento decorativo, ma un vero e proprio dispositivo culturale e civile.

L’impianto iconografico del murale si sviluppa attorno a simboli fortemente evocativi. Il martelletto richiama la magistratura e il ruolo della giustizia, mentre una rosa rossa rappresenta il sacrificio umano e civile di Falcone. Sull’altro piatto della bilancia compaiono invece i celebri trenta denari, riferimento che assume una duplice valenza simbolica: il tradimento, ma anche le contraddizioni e le ostilità che Falcone incontrò nel corso della propria attività professionale. La vicenda del magistrato, infatti, fu segnata non soltanto dalla lotta contro la mafia, ma anche da isolamento, diffidenze e ostacoli istituzionali che ne accompagnarono il percorso fino agli ultimi giorni della sua vita.

Durante la cerimonia di consegna alla città è stata ribadita la volontà di trasformare questo luogo in uno spazio di memoria, consapevolezza e dialogo collettivo. Particolarmente significativa è la collocazione dell’opera, a ridosso delle mura del penitenziario femminile di Trani. La vicinanza fisica al carcere conferisce al murale una dimensione ulteriore: il muro, elemento che per sua natura separa, delimita e trattiene, viene simbolicamente attraversato dall’arte, che invece apre, interroga e mette in relazione. In questa prospettiva, il murale assume il valore di una riflessione sul confine tra esclusione e partecipazione, tra invisibilità e riconoscimento della dignità umana.

L’arte, in questa prospettiva, si configura come strumento di educazione permanente, chiamata a interrogare la comunità sui significati concreti di parole fondamentali quali giustizia, responsabilità e impegno quotidiano.

Come sottolineato dall’artista:« Non si tratta soltanto di commemorare, ma di assumere un’eredità morale e civile: una responsabilità che chiede coerenza e partecipazione, affinché la memoria non resti mera celebrazione, ma si traduca in azione concreta».

Intervenuto anche il sindaco, che ha ribadito l’importanza del ricordo come fondamento dell’impegno civile: «Non bisogna dimenticare chi ha lottato per un Paese più libero, dove la legalità deve essere il faro che orienta la nostra convivenza. La memoria di queste persone è il seme da cui deve continuare a crescere una società più giusta e consapevole».

Un ulteriore contributo è giunto da Michele Gallo, tra i fondatori di Libera Trani, che ha richiamato il valore della continuità dell’impegno antimafia civile e culturale. Nel suo intervento ha sottolineato come la ricorrenza del 23 maggio si collochi in una lunga traiettoria storica di lotta alla criminalità organizzata, ricordando anniversari e tappe fondamentali dell’associazionismo antimafia, dalla legge Rognoni-La Torre alla nascita di Libera fino all’attività dei presìdi territoriali.

Gallo ha inoltre evidenziato la necessità di non cedere a una “convivenza rassegnata” con i fenomeni di illegalità, invitando la cittadinanza a percorsi di denuncia, responsabilità e partecipazione attiva. «Solo attraverso un impegno condiviso, ha sottolineato, è possibile riaffermare pienamente il senso della cittadinanza e dei valori democratici».

La giornata di Trani si inserisce così in un quadro più ampio di iniziative che, attraverso l’arte e la memoria pubblica, mirano a trasformare lo spazio urbano in un luogo di consapevolezza collettiva. Un invito a non relegare il ricordo al passato, ma a renderlo strumento vivo di costruzione del presente e del futuro civile del territorio in particolare tra i giovani.


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