Sono 49.979 i cittadini chiamati alle urne il 24 e 25 maggio: 1.078 in più rispetto al 2020, quando gli aventi diritto erano 48.901. Se la partecipazione si attestasse sulla stessa percentuale di cinque anni fa – il 68,31 per cento, che portò 33.406 persone ai seggi – questa volta si recherebbero alle urne circa 34.142 cittadini. Depurata delle schede non valide nella stessa proporzione del 2020, la stima restituisce circa 32.467 voti validi e, per i voti di lista, attorno a 30.740.
COSA DISSE IL 2020
Nel 2020 Amedeo Bottaro vinse al primo turno con il 65,43 per cento dei voti, pari a 20.785 preferenze personali su 31.767 voti validi, quasi il doppio della soglia di 15.884. La sua coalizione – nove liste – ottenne 18.695 voti di lista e si aggiudicò 21 dei 32 seggi consiliari. In totale, sei delle venti liste in campo non elessero nessuno: 1.826 voti svanirono nel nulla sul piano della rappresentanza.
LA SOGLIA DEL TRE PER CENTO
Nel 2025, con 17 liste in campo e circa 30.740 voti di lista stimati, la soglia del tre per cento si attesterà attorno ai 922 voti. È il primo ostacolo da superare: ogni lista che non lo raggiunga porterà zero seggi alla propria coalizione, pur contribuendo alla percentuale del candidato sindaco.
QUANTE PREFERENZE PER ESSERE ELETTI
La domanda più concreta per chi si candida in consiglio comunale è una sola: quante preferenze personali servono per essere eletti? La risposta dipende da due variabili – i voti di lista raccolti e i seggi conquistati – e produce risultati molto diversi a seconda che la propria coalizione vinca o perda.
Per la coalizione vincente, il meccanismo del premio di maggioranza garantisce almeno 20 seggi su 32, distribuiti proporzionalmente tra le liste. In uno scenario in cui la coalizione vittoriosa raccoglie attorno al 38 per cento dei voti di lista – circa 11.680 suffragi, ogni lista potrebbe aggiudicarsi mediamente quattro seggi con circa 2.300 voti. In questo caso, l’ultimo degli eletti avrebbe bisogno di collocarsi tra i primi quattro della propria lista per numero di preferenze: una soglia stimabile tra le 230 e le 350 preferenze personali, anche al variare del numero di seggi per lista.
Per la coalizione di opposizione il calcolo si rovescia brutalmente. I 12 seggi residui vengono ripartiti tra tutte le liste di minoranza: in uno scenario con quattro liste e circa 8.600 voti complessivi, ogni lista potrebbe contare su uno o due seggi. Essere eletti richiederebbe di collocarsi tra i primi uno o due della propria lista, con una soglia stimabile tra le 420 e le 900 preferenze, a seconda della forza della lista e del numero di seggi ottenuti. Alcune liste, quelle più forti dell’opposizione, potrebbero avere voti sufficienti per due eletti ma dovranno comunque esprimere candidati capaci di raccogliere 500-700 preferenze ciascuno. Per le liste minori di opposizione, con un solo seggio disponibile, la competizione interna diventa spietata: una trentina di candidati si disputano un unico posto, e il vincitore deve distanziarsi nettamente da tutti gli altri.
