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Pino Daniele sotto le stelle, il tributo degli «Area Medina» allo Sporting è stato un viaggio nell’anima

Sabato 1 agosto il palco dello Sporting Club di Trani ha ospitato gli «Area Medina», formazione composta da sette musicisti dal solido curriculum artistico, protagonisti di un tributo a Pino Daniele che non è stato un semplice esercizio di nostalgia, ma un vero e proprio attraversamento del linguaggio sonoro di uno degli autori più autentici e influenti della musica italiana.

Su invito di Duo Eventi, lo Sporting Club di Trani ha accolto gli Area Medina ensable artistico che ha accompagnato il numeroso pubblico giunto per l'evento in un viaggio musicale attraverso un concerto capace di coniugare rigore interpretativo e personalità

La formazione ha attraversato il tessuto sonoro di Pino Daniele, dal blues napoletano alle venature jazz e funk, costruendo un proprio equilibrio tra rispetto della fonte e libertà interpretativa. Un viaggio musicale in cui le diverse anime del cantautore partenopeo sono emerse attraverso arrangiamenti curati e una lettura capace di valorizzarne la complessità artistica. Il programma ha alternato i classici più amati dal pubblico a brani meno frequentati, riscoperti con gusto e reinterpretati senza perdere la loro anima originaria.

A guidare il viaggio musicale sono stati Carmine Piccirillo alla voce, Lorenzo Stabile al basso, Alessandro Calandri alle chitarre, Antonello Rapuano alle tastiere, Fulvio Cusano alla batteria, Francesco Junior Merola alle percussioni e Pasquale Ciniglio al sax: sette musicisti capaci di unire tecnica e passione, restituendo con personalità le sfumature di un repertorio complesso e ricco di contaminazioni. Più che eseguire un repertorio, lo hanno abitato, ascoltandosi reciprocamente e lasciando che ogni brano respirasse con una propria identità.

Il tributo a Pino Daniele, quando funziona, non è mai solo un'operazione nostalgica: è luogo di incontro tra generazioni diverse, tra chi quelle canzoni le ha vissute negli anni Ottanta e chi le ha ereditate come patrimonio comune. Per chi cerca musica "vissuta" più che semplicemente ascoltata, la serata allo Sporting Club di Trani è stata un'occasione di condivisione di memorie e suggestioni, con la tecnica che ha saputo incontrare davvero la passione.

Da "Napule è" a "Quando", passando per "Je so' pazzo", "I Say I' sto ccà" e "Yes I Know My Way", solo per citarne alcuni: ogni brano è stato un abbraccio, un'emozione condivisa sotto le stelle, il racconto di un repertorio che dal 1999 la band porta in giro per l'Italia, tra arrangiamenti fedeli e momenti di autentica intensità.

La scaletta ha saputo alternare i grandi classici quelli che il pubblico conosce a memoria e che diventano inevitabilmente un coro collettivo a pagine meno frequentate della produzione di Pino Daniele, riscoperte con sensibilità e rispetto. Una scelta che ha raccontato non solo il musicista più celebre, ma anche il ricercatore instancabile capace di fondere Napoli con il blues americano e con il linguaggio del jazz.

Tra un brano e l'altro non sono mancati momenti di racconto dedicati alla figura dell'artista. Particolarmente interessante il riferimento alla parlesia, il gergo segreto dei musicisti napoletani che Pino Daniele contribuì a far conoscere anche al grande pubblico. Un dettaglio che ha aggiunto ulteriore profondità alla serata, ricordando quanto la sua musica fosse radicata nella storia e nelle tradizioni popolari di Napoli. Pino Daniele non trattava la parlesia come una semplice curiosità linguistica: la considerava parte integrante dell'identità musicale napoletana e del mondo dei musicisti di strada, contribuendo a conservarne la memoria attraverso le sue opere.

E quando le note di "Yes I Know My Way" hanno chiuso lo spettacolo, il pubblico dello Sporting Club di Trani si è alzato in piedi in un lungo applauso. Non era soltanto l'omaggio a una band capace di restituire con autenticità il mondo musicale di Pino Daniele, ma il saluto collettivo a un artista che continua a parlare a ogni generazione.

Perché la musica di Pino Daniele non appartiene al passato: continua a vivere ogni volta che incontra interpreti capaci di raccontarla con sincerità. Gli Area Medina lo fanno dal 1999, trasformando ogni concerto in un ponte tra memoria e presente. E mentre l'eco dell’ultimo brano  si disperdeva restava una certezza: le grandi canzoni non invecchiano mai. Cambiano voce, trovano nuovi interpreti, ma continuano a parlare al cuore di chi le ascolta.