Nel cuore dei festeggiamenti patronali risuona nel cuore dei tranesi una timida domanda: le attività lavorative si fermeranno? Interamente o per metà giornata?
La provocazione nasce da un dimenticato senso civico nei riguardi della festa cittadina. Nei prossimi giorni, infatti, l'intera popolazione scende in strada: ci si ritrova in famiglia, si passeggia coi propri conoscenti per rispecchiarsi, come ogni anno, nella figura del giovane protettore, San Nicola il Pellegrino.
Come avviene il 3 maggio per la solennità liturgica del Ss. Crocifisso, anche il lunedì della festa del protettore dovrebbe riacquistare il proprio valore civile, e non solo per le attività pubbliche.
Una cittadinanza che si riconosce nelle giornate più importanti dell'anno è segno di appartenenza comune. È un invito a sostare, quasi a riposarsi, per consentire a tanti lavoratori una pausa speciale e straordinaria, proprio perché ci si riconosce e ci si rivede in quella figura.
Paradossalmente, per il fedele e l'ateo, come già avviene per le domeniche, l'interruzione delle attività dovrebbe suonare non tanto come un motivo imposto da risposte religiose, che pure sono seguite e molto partecipate, quanto come il desiderio di essere tranesi: fermare per un solo giorno le proprie energie per concentrarle in momenti che si vivono davvero una volta all'anno.
Un esempio è dato dalle molte famiglie i cui componenti fanno rientro dal nord, così venendo definiti "Tranesi-Milanesi". Che gioia più grande che fare realmente festa assieme?
Qualche anno fa scoppiò una polemica sulle aperture domenicali delle attività e oggi ne conosciamo l'esito. Non si chiede lo stesso, ma almeno per due giorni all'anno — Ss. Crocifisso e lunedì della patronale — Trani possa fare un'eccezione: chiudere le proprie attività (anche per sola metà giornata) per ritrovarsi di nuovo in famiglia, per essere tra le strade, tra il calore umano e affettivo come già avveniva da bambini, col profumo dello zucchero filato e del torrone.
Che San Nicola compia il miracolo, spronando le coscienze di molti!
Alfredo Cavalieri
