Trani ricorda oggi gli 83 anni dal rastrellamento del 18 settembre 1943, quando 50 cittadini tranesi furono radunati in piazza della Repubblica dai soldati tedeschi e rischiarono la fucilazione. A salvarli fu l’ufficiale tedesco Friedrich Kurtz, che accolse gli appelli del podestà Pappolla, del segretario politico Bassi e di monsignor Petronelli.
La rappresaglia sarebbe dovuta avvenire a seguito dell’uccisione, avvenuta il giorno precedente, di cinque soldati tedeschi per mano di militari canadesi. Ne furono erroneamente incolpati i cittadini di Trani, cinquanta dei quali furono rastrellati e portati in piazza, per la pubblica esecuzione.
Ma il massacro, alla fine, non avvenne: quel progetto criminale si tramutò, secondo quanto la storia locale tramanda, in un umano gesto di coscienza e responsabilità che risparmiò la città da una carneficina che pareva ormai sicura.
La fonte principale di dettagli e i protagonisti di quella frenetica trattativa è stato, in particolare, Raffaello Piracci nel suo libro “Accadde a Trani nel ‘43”. Fu lui a porre in risalto che l’ufficiale tedesco, a capo di quello che doveva essere il plotone di esecuzione, fu indotto a più miti consigli ed infine mosso a compassione dai suoi interlocutori, Pappolla, Petronelli e Bassi.
Ma l’ultimo tassello, che avrebbe esaurientemente chiuso questa pagina di storia, sarebbe arrivato dall'associazione Obiettivo Trani” e, segnatamente, da Francesco Pagano, che da una lunga ed accurata ricerca risalì anche al nome dell’ufficiale tedesco: Friedrich Kurtz.
Nel 2005 si tenne una cerimonia pubblica in cui furono presenti un soldato superstite, Heino Niehaus, grazie al cui racconto si apprese il nome dell’ufficiale, del quale fu possibile ospitare a Trani il figlio ed il nipote.
Gli interessati presero parte, il 18 settembre 2005, alla manifestazione di scopertura di una stele in piazza della Repubblica, nel luogo esatto del mancato eccidio.
