Tira un'aria di giro di vite intorno alla mai sopita attività i spaccio di sostanze stupefacenti incittà. Il fenomeno, a quanto pare, era tutt'altro che ridimensionato, ma per tutto questo tempo le forzedell'ordine hanno lavorato minuziosamente riuscendo a raggiungere gli obiettivi prefissati conoperazioni mirate, guidate dalla Procura della Repubblica.
E sono stati i primi "squilli" di carlo Maira Capristo, il nuovo procuratore di Trani, succedutoall'ottimo Nicola Barbera, i cui anni di conduzione della nostra Procura sono stati segnati da inchiestedi alto profilo condotte da un pool di magistrati tutti molto efficienti. Barbera ha lasciato per raggiuntilimiti di età, e con lui, nei giorni scorsi, anche l'aggiunto Pasquale Drago, rilevato da FrancescoGiannella.
Il binomio Capristo-Giannella proviene da Bari, ma Giannella è stato sostituto anche a Tranie, quindi, ci sono tutti gli elementi per fare bene non soltanto nella lotta alla criminalità, ma anche nelleinchieste attinenti altre fattispecie, che evidentemente i nuovi vertici della Procura di Trani ereditanodai precedenti, nel segno della continuità dei pubblici ministeri che le conducono.
Tornando alla droga, la prima operazione l'hanno messa a segno gli agenti del Commissariatodi Polizia all'alba di San Silvestro. Sono finiti in manette gli ultimi corrieri della droga del nord baresee del sud foggiano. Nel blitz, denominato proprio "San Silvestro", sono state in tutto venti le personefinite in manette: "Non si tratta di gruppi criminali - hanno spiegato gli inquirenti -, ma di piccolemeteore che interagivano fra loro, monopolizzando il mercato della droga e dello spaccio tra il nordbarese e il sud foggiano". Dopo che gli spostamenti e le telefonate sono state intercettate per mesi, siapprestavano a fare il salto di qualità a Trani, Andria e Cerignola, ma loro ascesa è stata stroncata sulnascere. Il titolare dell'inchiesta, Luigi Scimè, parla "non di un capo carismatico, ma diverse teste checollaboravano tra loro". Nello pseudo sodalizio vi erano anche giovani insospettabili funzionali almeccanismo dello scambio delle dosi (un giovane commercialista tranese, poi vecchie conoscenzecome Vito Corda, Antonio Rizzi e Pietro Capogna.
L'operazione ha segnato anche il commiato dalla Polizia di Trani del dottor Giuseppe DiVittorio, che per questi anni è stato il dirigente del nostro commissariato. Figura di grandeprofessionalità, poco incline ai riflettori ma estremamente disponibile, lascia un commissariato si ènotevolmente arricchito dal punto di vista della qualità complessiva del servizio. E fra poche settimane,sarà ovviamente presente all'inaugurazione della nuova sede della Ps, presso i locali attigui allacaserma Lolli Ghetti, un suo sogno a lungo inseguito e finalmente realizzato.
Sabato scorso, 10 gennaio, sono stati invece i Carabinieri, diretti dal capitano FrancescoColella, a sgominare un clan che aveva utilizzato anche una stanza di ospedale come covo per l'attivitàdi spaccio di droga nel nord barese. Circa 50 militari, con l'impiego di cani anti-droga, hanno eseguitocinque ordinanze di custodia cautelare nei confronti di persone ritenute responsabili di detenzione aifini di spaccio di sostanze stupefacenti. Le indagini, avviate dopo il tentativo di omicidio del capo,Saverio Marcone, tranese di 37 anni, ferito alle gambe il 9 aprile 2008 da vari colpi di arma da fuoco,hanno consentito di ricostruire l'attività del gruppo. ?? stato tra l'altro accertato che, dopo essere statoricoverato in ospedale, proprio Marcone aveva trasformato la sua stanza del nosocomio in un vero eproprio covo. Era lì che, insieme ai suoi complici, tagliava e confezionava le dosi utilizzando ossi diseppia ed impartiva gli ordini necessari a far funzionare il gruppo. All'interno del clan vi era unaprecisa ripartizione dei ruoli: gli addetti al confezionamento delle dosi, la contabile e persino glispecialisti nel recupero crediti. Ecco i nomi dei cinque arrestati, tutti di Trani: Saverio Marcone (37anni); Francesca Petrilli (22, ai domiciliari perché incinta); Pasquale Brescia (31); Nicola Occhionorelli(44); Antonio Rizzi (32).
L'operazione ha suscitato gran clamore non tanto per lo spessore degli arrestati, ma per lecircostanze dei fatti criminosi. Non ha precedenti, infatti, lo spaccio di sostanze stupefacenti all'internodi un nosocomio, e questo ha indotto le forze politiche a chiedere maggiori e più serrati controlli anchee soprattutto per la sicurezza dei pazienti e loro familiari, ed ovviamente di chi in ospedale ci lavora.