Gli unici cittadini che non hanno gradito sono quelli che risiedono nel condominio di via Montegrappa in cui per quarant'anni il Commissariato di pubblica sicurezza ha avuto sede. Era l'edificio più sicuro di Trani, quello in cui non erano necessari sistemi d'allarme perché, grazie alla presenza della Polizia, tutti si sentivano non al sicuro, ma di più. Adesso che è avvenuto il trasferimento, si sentono soli, smarriti.
Un po' scherziamo, un po', forse, ci abbiamo preso. Fatto sta che, da qualche settimana, la Polizia e l'intera città finalmente hanno finalmente una sede del Commissariato degna di tal nome. Alla fine è venuto in soccorso l'ex deposito del vestiario Ve.ca., in via Sant'Annnibale Maria Di Francia, di proprietà dello Stato ed utilizzato solo saltuariamente, al massimo per la rimessa delle volanti, che ovviamente in via Montegrappa non avevano alcun parcheggio disponibile.
La nuova sede del Commissariato è stata già aperta al pubblico e presentata alla stampa, ma tuttora è in attesa di inaugurazione ufficiale. Del resto, anche se materialmente non c'è, è come leggere da tutte le parti un cartello con su scritto: "Lavori in corso". Ma quello che è stato fatto è già quasi tutto, e ha davvero del sorprendente se si considera che, oltre le maestranze specializzate, per raggiungere questo risultato hanno lavorato gli stessi poliziotti, senza distinzione di grado e sesso, spesso fuori orario. Erano proprio loro, per primi, a volere questa nuova "casa", e con tanta abnegazione e determinazione hanno raggiunto l'agognato obiettivo.
Il percorso verso la realizzazione della nuova sede era nato sotto l'egida del dirigente uscente, Giuseppe Di Vittorio, che aveva preso di petto quella destinazione dopo l'ennesimo fallimento della destinazione delle famose ex dieci aule dell'immobile "Verdemare", in via Tasselgardo, proposta che arrivò in consiglio comunale durante il mandato di Carlo Avantario e naufragò di fronte all'ampio fronte trasversale che non volle quel trasferimento ritendno la zona non adatta all'insediamento di un posto di polizia.
Così si è arrivati all'ex deposito di via Corato e, per la verità, va benissimo così. Solo per i pedoni il Commissariato può dirsi lontano, ma è evidente che vi si rivolge, ormai, è nella gran parte dei casi dotato di auto. Ed il luogo è super facilmente raggiungibile, ha un ampio parcheggio interno, si trova persino in una zona di snodo stradale ed autostradale invidiabile. Fosse stato un po' più grande, l'avremmo visto benissimo come sede della imminente nuova Questura provinciale. I pedoni, in ogni caso, dovrebbero avere al più presto una fermata del bus disponibile a cura dell'Amet, con la quale la Ps ha aperto una trattativa non semplice perché, nel frattempo la linea che serviva la Madonna di Fatima e Villa Dragonetti è stata soppressa per mancanza di utenti (dopo essere stata umilmente chiesta dal consigliere Riserbato e poi presentata in pompa magna da altri amministratori che avevano invitato la stampa ad un bellissimo giro turistico a bordo del bus per toccare con mano il percorso della nuova linea, gia ex).
Da notare che, all'ingresso della nuova sede, c'è una promessa mantenuta: quella di apporre una stele in ricordo di Rino Lafiandra donata dalla famiglia nel 2006 durante il torneo di calcio a lui intitolato. Fu consegnata al dottor Di Vittorio con l'impegno di collocarla all'entrata della nuova sede. Detto, fatto.
In questa nuova struttura si è insediato, intanto, il nuovo dirigente, il dottor Aurelio Montaruli, una lunga esperienza già maturata in sedi ricadenti in aree non facili, come Bitonto e Bari San Paolo fra gli altri, oltre al servizio prestato nella Dia e nella Digos a Bari. Coordina un personale di circa sessanta poliziotti e, dopo avere presentato con orgoglio la nuova sede, adesso sta lavorando per dotare anche l'edificio comunale di piazza Mazzini di un posto di polizia, prima che il Comune se lo riprenda e lo destini ad altri scopi. Nel frattempo, a proposito del territorio, parla così: "Sono onorato di lavorare in una bella città come Trani, ma anche cosciente del compito non facile che ci attende. ?? una zona in cui non bisogna mai abbassare la guardia. Contiamo sulla collaborazione dei cittadini anteponendo il dialogo alla repressione, ma non esiteremo a fare la nostra parte fino in fondo, facendo leva anche sulla sinergia con le altre forze dell'ordine presenti in città".
Montaruli ha inaugurato la sua gestione chiudendo il cerchio degli arresti già compiuti dal suo predecessore nella notte fra il 30 ed il 31 dicembre. L'operazione "San Silvestro" si è conclusa con l'arresto del ricercato più importante, l'unico che era sfuggito alla cattura: si tratta di Vincenzo Dibisceglia, 41 anni, di Cerignola, rintracciato a Barletta, dove si nascondeva presso un parente. Era il più attivo fra i corrieri della droga del nord barese e del sud foggiano e, nel suo nascondiglio, aveva ancora marijuana e tutto il materiale per il suo confezionamento e spaccio.
In tutto, alla fine, sono state ventisei le persone arrestate, tre delle quali, già ai domiciliari per favoreggiamento, sono state scarcerate. Gli indagati, invece, alla fine sono stati ben cinquanta.