Da oggi la ciminiera nell'ex area La Pietra non c'è più. Notevole esempio di archeologica industriale e testimonianza di un passato glorioso che aveva elevato con dignità la fama di Trani in tutta l'Italia, oggi è stata abbattuta. A sottolineare questo nuovo scempio sono i Verdi, che insieme a Legambiente ne avevano fatto un simbolo della lotta contro il crescente e indomabile scempio urbanistico che sta devastando, progressivamente, tutte le aree inedificate in città. Scempio contro cui i Verdi avevano ingaggiato un vero e proprio "corpo a corpo" amministrativo e giudiziario per tentare la salvaguardai di tutta l'area: ma sulla ciminiera la Soprintendenza non aveva ritenuto di apporre alcun vincolo di salvaguardia. E così ieri i cittadini tranesi hanno assistito, sgomenti, all'abbattimento della ciminiera di forma conica, realizzata con mattoni di terracotta. Il tutto, qualche mese dopo l'abbattimento di un altro esempio di archeologia industriale: la vecchia fabbrica di campane Giustozzi.
"E' paradossale - commenta Franco Laurora, consigliere comunale dei Verdi - come Trani, una città solidamente amministrata dalla 'destra' che ha nella difesa delle regole, nell'ordine, e nella sicurezza i sui principi basilari, sia ormai allo sbando urbanistico, culturale e sociale". A testimonianza di questa assenza di regole, il capogruppo Michele di Gregorio rileva come "a Trani sia possibile circolare nuovamente con un avventuroso doppio senso lungo il porto divenuto anacronisticamente 'terra di nessuno'; ancora, paradossalmente, vendere pesce sulla banchina portuale; ancora più incredibilmente assistere ad attentati effettuati con bombe contro commercianti, senza intravedere avere alcun soffio vitale da parte degli inquirenti o dell'amministrazione. Trani - continua di Gregorio - è una città talmente prova di regole, che è possibile edificare anche nei giardini tutelati con decreto dal ministero dei Beni ambientali; è possibile realizzare ristoranti nelle fortificazioni medievali e nelle chiese ancora consacrate; ma in cui non è possibile utilizzare civilmente e adeguatamente la gloriosa biblioteca comunale". Da qui la richiesta dei Verdi all'amministrazione perché intraprenda, invece, un percorso di risanamento culturale e sociale partendo dal pubblico riconoscimento delle proprie gravi e aberranti manchevolezze, che stanno minando la tutela della città, cancellandone nel contempo la memoria storica.