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I Verdi: «Inceneritore? Questa volta si dia veramente la parola ai cittadini»

Si torna a parlare di inceneritore a Trani e i Verdi propongono di far decidere i cittadini attraverso un referendum, così come sancito qualche mese fa dal Consiglio di Stato. E ricordano una cosa importante: l'inceneritore proposto dal nuovo Piano regionale prevede che negli impianti finiscano rifiuti già differenziati. Il che obbliga, così come sancito dal piano, a portare la raccolta differenziata al 55% entro il 2010. Sono questi i contenuti di una interrogazione presentata dal capogruppo dei Verdi di Trani, Michele di Gregorio, all'amministrazione comunale dopo alcune esternazioni degli "amanti" degli inceneritori che in questi giorni hanno rilanciato l'idea di costruirne uno anche a Trani. Questo alla luce della recente modifica del Piano regionale per lo smaltimento dei rifiuti che ha previsto la possibilità di poter destinare negli inceneritori la parte residuale della frazione secca e non i rifiuti cosiddetti "tal quali" (non separati). "L'amministrazione di centrodestra che governa Trani da oltre cinque anni - sottolinea Michele di Gregorio - ha molte volte, demagogicamente, promesso incentivi e risorse per aumentare la percentuale di raccolta differenziata che resta al di sotto del 10%, non facendo mai seguire i fatti alle promesse, tranne un piccolo esperimento indirizzato agli alunni delle scuole con l'operazione di sensibilizzazione denominata Capitan Eco. Eppure i vantaggi della riduzione della quantità di rifiuti da smaltire in discarica in maniera indifferenziata sono notevoli soprattutto dal punto di vista economico. E soprattutto - continua di Gregorio - sono conosciuti dalla stessa Amiu che gestisce la raccolta dei rifiuti a Trani: nel 2005 si è registrato un minore costo per il mancato di smaltimento pari a 72mila euro per una percentuale di differenziata pari a solo il 4,24 del totale. E' evidente - conclude - che l'incremento percentuale della raccolta differenziata dei rifiuti porterebbe a incrementare questo ricavo". Ma all'immobilismo in ambito comunale per l'avvio della raccolta differenziata cosiddetta "porta a porta", corrisponde un'analoga situazione nell'Ato (Ambito territoriale ottimale) che dovrebbe gestire i rifiuti nel bacino Bari 1 e di cui è presidente il sindaco di Trani.
"In diverse occasioni, in sede di competente commissione consiliare, l'assessore - ricorda l'esponente dei Verdi - ha dichiarato l'imminente potenziamento de servizio di raccolta differenziata. Ma sino a ora, come al solito, sono rimaste solo parole". In ogni caso, i Verdi chiedono che sia data la possibilità ai cittadini tranesi di scegliere se avere o meno l'inceneritore in città, così come richiesto con apposita petizione (sottoscritta da migliaia di cittadini) qualche anno fa. Il procedimento venne impugnato davanti al Tar Puglia dall'Amet, che avrebbe dovuto realizzare l'inceneritore, per evitare che il referendum si svolgesse. Ma il Consiglio di Stato ha deliberato la legittimità del referendum cittadino. "Alla luce di tutto questo - conclude di Gregorio - vorremmo sapere dagli innamorati dell'inceneritore perché sino ad ora nulla è stato fatto né in città né nell'intero Ato per implementare la raccolta differenziata 'porta a porta'; perché la scelta di realizzare l'inceneritore a Trani non è stata discussa con gli altri Comuni e se l'amministrazione intenda riprendere il progetto di un inceneritore".

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