La Sorprintendenza ai beni storici sarebbe orientata a non fare partire i lavori di spostamento dei sottoservizi propedeutici alla realizzazione del sottovia ferroviario di via Sant'Annibale Maria Di Francia. Motivo: interesserebbero un'area privata, quella di villa Bini, sottoposta a vincolo. Nel vincolo rientrerebbe persino il muro di cinta che, dunque, non potendo essere neanche arretrato, impedirebbe qualsiasi tipo di intervento. Tutto questo sarebbe emerso nel corso di una conferenza dei servizi tenutasi ieri al palazzo di città. L'incontro, a quel punto si è arenato ed è stato aggiornato a fra un mese. In questo tempo bisognerà trovare una soluzione alternativa, che per la verità pare difficile. Adesso si ipotizza un sottovia ad un solo senso di marcia automobilistico, oltre che pedonale, ma si parla anche di una passaggio esclusivamente pedonale.
Sicuramente si tratta di un contrattempo non da poco, ma si ha sensazione che intorno a questa storia stia cominciando un gioco delle parti che la dice lunga sulla prudenza con cui è meglio rilasciare certe dichiarazioni. La Soprintendenza, attaccata dagli ambientalisti per la recente demolizione della ciminiera dell'area Lapietra e difesa dall'amministrazione, adesso viene criticata dall'amministrazione, in seno alla quale qualcuno, addirittura, ipotizza che proprio le critiche sollevate per l'abbattimento della ciminiera abbiano irrigidito l'ente di tutela su questa storia del passaggio a livello. Ed allora, se il sottovia non si farà, la colpa sarà di chi ha protestato per la ciminiera. Se fosse così sarebbero in discussione i principi basilari della democrazia, ma non è da oggi che temiamo che proprio questo stia accadendo in questa città in cui basta esprimere critiche per essere schedati nella categoria di quelli che sono contro "a prescindere" ed ai quali si toglie il saluto persino quando ci si incrocia per strada facendo finta di guardare da qualche altra parte.
La Soprintendenza non è la foglia di fico da utilizzare a seconda delle convenienze. Esprime delle valutazioni e queste si possono accettare o criticare. Pero poi giunge il momento di confrontarsi e trovare delle soluzioni utili per il bene comune. Ripetiamo, il bene comune. Adesso, se si vuole, una soluzione si trova insieme con la stessa Soprintendenza. Se si vuole, si fa.