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Caso Elgasud, il sindacalista Michele Giuliano: «Se Trani non è un paese di muti, si ribelli»

Da tempo ho deciso di porre nel silenzio la mia voce sulle questioni politiche gestionali di Trani, a volte facendo finta di essere un semplice turista capitato in città e guardandola con occhi speciali alla ricerca di quel poco di buono e bello che è rimasto.
Però arriva un momento particolare che induce chi ama Trani e i suoi concittadini, ad URLARE ADESSO BASTA!. Per me questo momento è arrivato.
Non è più tollerabile che una massa di persone politicamente incapaci, con i loro delegati amministratori, consiglieri comunali e assessori, da tempo ci tengono in ostaggio e impunemente sperperano quanto faticosamente negli anni è stato realizzato.
Il tutto con benevolenze che in altri tempi e per altri soggetti, nel nome della moralizzaione, non sono state adottate, contribuendo di fatto al mal governo.
La goccia che ha fatto traboccare il vaso è la notizia stampa della cessione dell'utenza AMET alla società ELGA SUD. Tale opportunità sembrerebbe giustificata dalla necessità dell'AMET a fare cassa.
Come si è arrivati a depauperare un patrimonio consistente dell'AMET è diventato un mistero. E' vivo ancora oggi il ricordo che proprio l'AMET era l'ente comunale più ricco e operoso nel territorio. L'attività eccellente è stata sempre presa d'esempio da altre consorelle del settore in tutta Italia. Ha avuto il merito di gestire, oltre che la distribuzione dell'energia, anche i trasporti di affidamento regionale chiudendo i bilanci in attivo (unica società in Italia). Ha versato alle casse comunali svariati miliardi delle vecchie lire per incrementare i servizi e le opere cittadine.
Le origini di tale disastro si potrebbero certamente addebitare alla politica e alle amministrazioni avutesi dal dopo l'era della cosiddetta prima repubblica ad oggi, con la formazioni di Consigli di amministrazione che rispecchiavano più la decadenza politica che l'esperienza e la professionalità di gestione. Politici o presunti tali incaricati ad amministrare l'AMET, per lo più senza i requisiti necessari e incapaci di portare avanti le proprie attività produttive (sembrerebbe anche con qualche procedura di fallimeto a carico). Arrivare a gestire l'AMET è diventata più che una gestione di esercizio una necessità reddituale ed occupazionale per amministratori e consulenti.
ORA BASTA! C'è bisogno che chi come me si è schifato della situazione, ritorni a fare sentire la propria voce nell'interesse di Trani e dei suoi cittadini, con la speranza che TRANI non sia diventato un paese di muti.
CordialmenteMichele Giuliano(già consigliere comunale e amministratore AMET)

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