Trani si prepara a farsi carico, volente o nolente, di 130mila metri cubi in più al giorno di rifiuti. Sono quelli che, da lunedì prossimo, giungeranno dal bacino Bari 4, una parte del quale già conferiva alla nostra discarica da alcuni mesi. Ma, fino ad oggi, da questo bacino giungevano 90mila metri cubi di rifiuti mentre, da lunedì, il volume salirà a 220mila. Complessivamente, considerando che Trani smaltisce anche i rifiuti dell'intero bacino Bari 1, sempre da lunedì nella discarica di contrada Puro Vecchio, di proprietà e gestita da Amiu Spa, si smaltiranno quotidianamente 600mila metri cubi di spazzatura.
Il bacino Bari 4, per la cronaca, comprende una serie di comuni murgiani il più grande dei quali è Altamura. Da quando la discarica della stessa Altamura ha chiuso, i rifiuti di quest'area sono andati una parte a Trani ed il resto a Giovinazzo e Conversano. Divenute indisponibili le discariche di questi due comuni, adesso tutti i rifiuti prodotti dal bari 4 si riverseranno a Trani.
La decisione è stata assunta con atto della Provincia di Bari notificato all'Amiu in data di ieri. Sembra che anche il l'autorità di bacino del Bari 1 non fosse informata del provvedimento, quantunque avesse manifestato una generica disponibilità a farsi carico responsabilmente dei problemi degli altri, previa una concertazione fra le parti. Invece, a quanto pare, l'atto sarebbe stato unilaterale e questo avrebbe fatto arrabbiare non poco il presidente della nostra Ato, che poi è anche il sindaco di Trani, Giuseppe Tarantini.
Il vero problema, adesso, è comprendere se, come e quando Trani, a sua volta, andrà in emergenza. Con questi volumi giornalieri da smaltire, l'autonomia della nostra discarica sarebbe di un mese e questo significherebbe emergenza sicura imminente ed altri comuni che a loro volta dovranno farsi carico dei nostri rifiuti.
Ma le cose non stanno proprio in questi termini, perché la discarica dell'Amiu è pronta per essere ampliata, essendo stati già autorizzati i lavori di realizzazione di un altro lotto da 100mila metri cubi. I lavori non sono ancora partiti a causa del maltempo, ma desso l'emergenza in itinere indurrà l'Amiu a non indugiare oltre: da lunedì, contestualmente al conferimento dei 600mila metri cubi quotidiani da una parte, si procederà con l'ampliamento dall'altra. Sarà, dunque, una sorta di processo di osmosi che eviterà l'emergenza immediata ma determinerà, in ogni caso, un ritmo molto rapido di riempimento anche del nuovo lotto.