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I Verdi: «Villa Segettaro per fortuna non è stata venduta. Adesso se ne faccia una struttura sociale del tipo "dopo di noi"»

Eliminare dall'elenco dei sette immobili, messi in vendita dall'amministrazione con una delibera del 22 maggio 2008, un terreno sulla provinciale Trani-Corato attualmente utilizzato da un'associazione di volontariato per l'assistenza ai ragazzi disabili, realizzandovi invece una struttura del tipo "dopo di noi" in grado di ospitare quelli senza famiglia. E' quanto i Verdi chiedono al Comune per via dell'enorme valenza sociale che il terreno ha per molte famiglie che hanno la possibilità di ricevere un aiuto concreto per le esigenze legate allo stato salute dei propri ragazzi, grazie all'associazione che organizza corsi di animazione musicale, fotografia, cucina, recitazione, laboratori di ceramica di piccolo artigianato, pittura, graffiti e attività psicomotorie.
"Perché è evidente - sottolinea il capogruppo consiliare dei Verdi, Michele di Gregorio - che la vendita dell'immobile non consentirebbe la prosecuzione di queste attività con grave danno per i ragazzi e le loro famiglie". Il terreno, nel nuovo Piano regolatore generale, ha infatti destinazione residenziale estensiva ed è stato messo in vendita (attraverso la procedura negoziata ad avviso pubblico con il metodo delle offerte segrete in aumento rispetto al prezzo base) a 648mila euro. Ma con la delibera numero 147 del 16 dicembre 2008, il dirigente della terza ripartizione ha preso atto della diserzione della gara prevista per il 23 settembre in cui era stati messi in vendita sette immobili tra cui anche il terreno sulla Trani-Corato per un valore complessivo di 6,35 milioni di euro.
"A questo punto - dice l'altro consigliere dei Verdi, Franco Laurora - chiediamo che l'amministrazione elimini dall'elenco degli immobili da vendere questo terreno, sostituendolo con altri la cui vendita non comporti conseguenze negative per i cittadini tranesi". "Inoltre - aggiunge di Gregorio - riteniamo che in questo sito possa essere finalmente realizzata una struttura del tipo "dopo di noi", cioè una casa vera e propria in grado di ospitare i ragazzi diversamente abili, privi di assistenza familiare. In questa maniera le famiglie potrebbero pensare più serenamente al futuro dei propri figli diversamente abili avendo a disposizione un luogo idoneo dove gli verrebbe fornita la giusta assistenza. La realizzazione della struttura andrebbe ovviamente - conclude - inserita nel prossimo Piano triennale delle opere pubbliche".

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