Le questioni poste in queste settimane sulla deturpazione di alcuni luoghi e monumenti di straordinario pregio storico e architettonico della città di Trani, meriterebbero risposte serie e adeguate, soprattutto se poste da autorevoli esponenti della cultura locale.
L'apposizione delle rastrelliere, indiscriminatamente allocate qua e là per la città, è solo il punto di partenza ma anche il segno tangibile di scelte che non possono trovare giustificazione nemmeno nell'ambito delle malsane logiche politiche e burocratiche.
Tale iniziativa ha suscitato reazioni da parte della opposizione ma anche sdegno da parte di tutta la cittadinanza.
Il problema della tutela del patrimonio culturale, storico ed artistico della città assume più vaste proporzioni se consideriamo che il governo cittadino, come affermato da un assessore in una trasmissione televisiva, intende pianificare strategie per il centro storico mediante una sorta di "operazione di marketing" che dovrebbe condurre alla realizzazione di "uno dei più grandi centri commerciali d'Italia all'aperto".
In quest'ottica, sempre secondo quanto affermato in televisione (programma Polis su Video Italia Puglia), si dovrebbe costituire una segreteria tecnico organizzativa ed un tavolo di concertazione con gli imprenditori anche per accedere più facilmente ai finanziamenti.
In tale occasione, lo stesso esponente di governo lanciava la favolosa idea, che poteva sembrare utopistica, della beauty farm nel monastero di colonna.
E così la chiesa di Sant'Antuono è diventata un ristorante, può essere cancellata per sempre dalle guide e dalle mappe turistiche e magari inserita nella guida Michelin o nel gambero rosso o altra rivista più rinomata di culinaria.
In attesa della realizzazione del progetto suaccennato e di nuove brillanti idee, la città è chiamata ad assistere, incredula ed impotente, allo scempio che giorno per giorno viene perpetrato in danno dell'unica ricchezza rimasta: il patrimonio culturale, storico, artistico ed architettonico di Trani.
E pensare che il rilancio del turismo della città poteva partire, a nostro sommesso avviso, proprio da quel patrimonio, unica attrattiva da non deturpare o cedere a terzi bensì da valorizzare, incentivando iniziative culturali e rispolverando tradizioni secolari.
Forse è il caso di imparare dagli ebrei atteso che nel prossimo mese di giugno si daranno appuntamento a Trani, per un evento internazionale, provenendo da vari paesi e costituirà emblema di tale evento la sinagoga di piazza Scolanova.
Associazione Trani CentroAvv. Alessandro Moscatelli