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Verso la Bat, Caffarella: «La Provincia di Bari restituisca a Trani quello che le ha tolto in tanti anni»

L'avvicinarsi della competizione elettorale per l'elezione del primo consiglio provinciale della Bat sta, finalmente, facendo scoprire l'esistenza di questo nuovo ente ai cittadini che si interrogano sulla reale capacità di dare risposte ad un territorio a torto o a ragione da sempre considerato periferia da Bari e da Foggia. E' un percorso difficile ma soprattutto che va paurosamente a rilento rispetto alle scadenze poste dalle legge istitutiva. A distanza di sessanta giorni dalla elezione del primo consiglio provinciale della Bat non si ha ancora contezza di quali e quante risorse devono essere trasferite dalle province madri. Ad oggi non vi è ancora una definizione certa del patrimonio che deve essere trasferito alla Bat, né del personale che dovrà essere trasferito per dare vita amministrativa ai tanti uffici provinciali ed istituzionali che dovranno essere istituiti. Vi è solo una ricognizione di massima che attribuisce una percentuale dell'attuale patrimonio di Barie Foggia ed un numero di dipendenti da trasferire. E poi, elemento non secondario, dove dovranno essere ubicate queste nuove realtà amministrative? Si è preferito rinviare alle decisioni del primo consiglio provinciale queste scelte, così come previsto dalla legge istuitutiva, ma ciò, a mio avviso, non fa onore a tutta la classe politica della Bat. Una decisione di tal portata non può essere legata solo alla vittoria di una coalizione piuttosto che dell'altra né tanto meno essere lasciata alla roulette del numero di consiglieri che le singole città riusciranno ad eleggere. Stare insieme significa anche riuscire a porre dei criteri condivisi e rispettosi del policentrismo che poi il Consiglio Provinciale eletto dovrà consacrare. Questo elemento di debolezza del territorio, purtroppo, diventa l'alibi per manovre da parte delle province madri di fatto "matrigne" in queste ultime settimane di controllo amministrativo delle città che costituiranno la Bat. Perché se fa piacere apprendere che, finalmente, l'Amministrazione Divella si è impegnata perchè prima di giugno, venga indetta la gara di appalto della Andria-Trani, ( il che avviene dopo ben 6 anni dalla previsione in bilancio provinciale dei primi fondi per questa opera, dall'allora Amministrazione Vernola ), non si possano sottacere altre inspiegabili scelte compiute a fine mandato a discapito delle genti della sesta provincia. Di recente la Provincia di Bari ha venduto beni che dovevano passare ipso facto alla Bat perché esistenti nel territorio del Comune di Trani. Terreni sulla direttice Trani-Corato e soprattutto la struttura denominata Psicopedagogico, dal nome dell'istituzione sociale che doveva essere allocata sui terreni e negli ampi locali posti in zona strategica sulla SS. 16 tra Trani e Bisceglie. Dopo oltre venticinque anni di totale abbandono, sorda anche a recenti proposte di valorizzazione congiunta con il Comune di Trani, tramite la società STP nella quale vi è una partecipazine azionaria anche del Comune di Trani, la Provincia di Bari ha fatto cassa vendendo a privati quello che doveva essere un bene pubblico previsto per i cittadini di Trani e del nord-barese, adducendo a parziale scusante, le somme spese in questi anni per la guardiania dell'immobile. Il tutto a pochi mesi dalla cessione dell'immobile alla Bat che avrebbe, di fatto, eliminato anche il problema costi di guardiania ! E giusto per restare alla STP, come qualificare gli ultimi atti della Provincia di Bari che quanto a composizione societaria della STP, società in cui vi è una significativa partecipazione della Città di Trani per il 49% del capitale sociale, nelle scorse settiimane, con spregio ad ogni logica di rapporti di "forza" per di piu' tra istituzioni pubbliche, ha "riconosciuto" alla città di Trani solo l'indicazione di un solo componente su 5 del Consiglio di Amministrazione. Mi chiedo, al di là di una presenza che sarebbe stato corretto riequilibrare anche per un bon ton istituzionale, in quali modi potranno essere tutelate le aspettative del partner istituzionale Città di Trani, che anche per la sua funzione di cocapoluogo nella Bat, ha l'onere di vigilare sul futuro dei trasporti nella nuova provincia verificando i rapporti con la società "madre" STP di Bari ? Perché la Provincia di Bari non inizia a trasferire, o sarebbe meglio dire, a riportare a Trani, nel nord-barese quanto ci è stato tolto nel passato e che proviene da queste terre. Si dovrà provvedere ad istituire una Pinacoteca Provinciale ed una Biblioteca Provinciale nella Bat. Pensare a riportare a Trani, quanto le appartiene, ad esempio, le opere del Piccinni o la Biblioteca De Gemmis, o tutti i documenti legati alla presenza a Trani dei massimi organi amministrativi e giudiziari della Regione (dalla Sacra Regia Udienza alle Gran Corti Civili e Criminali poi divenute Corte di Appello delle Puglie) acquisiti dalla provincia di Bari e da istituzioni con sede in Bari, è forse una eresia o il riappropriarsi con consapevolezza del ruolo di questo territorio nella Regine Puglia? Perché tutto ciò non accade ? Mai come in queso caso a pensar male si fa peccato. Ma qualche volta ci si azzecca?Franco CaffarellaConsigliere Comunale

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