Promessa mantenuta: il controllo e la repressione del fenomeno dei pesi taroccati neisupermercati va avanti. Gli agenti della polizia annonaria dei Vigili urbani di Trani, diretti dalcomandante Antonio Modugno, infatti, hanno sequestrato merce e attrezzature presso il supermercato"Eurospin", in via Olanda, nel quartiere Sant'Angelo, perché anche qui era stata accertata la vendita diprodotti con prezzo truffaldino, superiore al dovuto perché il peso netto, in realtà era minore di quantoindicato sulle confezioni. Quattro le persone denunciate.
Identiche, dunque, le modalità dell'operazione con quelle dell'operazione "Peso netto",illustrata lo scorso 12 marzo presso la Procura della Repubblica, realizzata in rete ed in sinergia damolte polizie municipali del territorio, a cominciare da quelle di Trani e Corato, comune da cui è natal'intuizione che ha portato i vigili urbani a scoperchiare un sempre più diffuso fenomeno di illegalitàdiffusa in molti discount e persino supermercati della nuova provincia e non solo. Gli altri comuniinteressati sono Bisceglie, Barletta, Ruvo e Bitonto. La frode in commercio contestata a tutti è l'averevenduto prodotti di ortofrutta, macelleria e salumeria presentando al cliente pesi netti superiori a quellireali.
A proposito di supermercati, sospiro di sollievo anche per gli operatori di Trani dopo l'arresto,da parte dei Carabinieri di Molfetta, della banda dedita alle rapine in questi punti vendita nel nordbarese: ne aveva messi a segno 18 in pochi mesi, due della quali anche nella nostra città. Quattro iresponsabili, giovanissimi, a capo dei quali vi era persino un minorenne, l'unico già noto alle forzedell'ordine.
La loro giovane età lascia supporre che il denaro rapinato servisse per divertimenti vari,tenuto anche conto del fatto che due di essi avevano già un lavoro. L'erronea convinzione di restareimpuniti perché incensurati (e di conseguenza nemmeno fotosegnalati e perciò non immediatamentericonoscibili), ha fatto sì che il quartetto acquistasse sempre maggiore sicurezza. Ma l'episodio che hasegnato la svolta delle indagini è avvenuto a seguito di una rapina compiuta lo scorso 14 marzo, in unsupermercato di Barletta. In tale occasione, i Carabinieri del luogo arrestarono in flagranza il 17ennebarese N.S. e, di conseguenza, le sue foto segnaletiche furono acquisite dai comandi dell'Armalimitrofi. Grazie ad esse, i militari di Molfetta, avendo visto e rivisto i filmati di alcune delle rapinecompiute in quel centro nei mesi di febbraio e marzo, lo hanno riconosciuto. Non quindiintercettazioni, microspie o altri sofisticati ausili tecnici, ma un paziente riscontro basato sull'analisipuntigliosa dei filmati delle rapine compiute nella zona, dal riconoscimento fotografico effettuato dacommesse e cassieri, con i Carabinieri che visitano "porta a porta" i singoli esercizi commercialirapinati e da accertamenti sul giro di amici del minorenne.
Man mano che vengono individuati i componenti della banda, P.D.B. 23enne, G.D.G. 20ennee D.D. 21enne, tutti del quartiere San Pio di Bari, cominciano le loro parziali ammissioni di colpa,sperando che la loro collaborazione con la giustizia possa agevolarli nel computo della pena. Per tutti etre il sostituto procuratore della Repubblica di Trani, Luigi Scimé, ha disposto il fermo di poliziagiudiziaria perché gravemente indiziati di associazione per delinquere finalizzata alla commissione dipiù rapine aggravate. Il minore, invece, dopo la rapina di Barletta, si trova attualmente collocato incomunità, in attesa dei provvedimenti che la Procura della Repubblica per i minorenni di Bari vorràadottare. Le indagini hanno consentito di accertare che quasi sempre D.G. era l'autista del gruppo eutilizzava l'auto di sua proprietà. Gli altri, in due o in tre, invece, facevano razzia di denaro nelle casse.
Trenta secondi al massimo, giusto il tempo di terrorizzare, pistola finta in pugno, cassiere e clienti e diportarsi via quanto più possibile, compresi gli spiccioli.
Alla banda, sono attribuite, per ora, 4 rapine a Molfetta, 3 a Giovinazzo e Santo Spirito e 2 aBarletta, Bisceglie, Palo del Colle e Trani, segnatamente nei supermercati Maxi Sidis e Sigma.
Ancora in tema di rapine nei supermercati, gli agenti del Commissariato di polizia di Tranihanno proceduto all'arresto di Gianluca Caterino, di 20 anni, persona già nota, perché colpito da ordinedi sospensione della detenzione domiciliare emesso dal Tribunale di Bari. Caterino, lo scorso 26giugno, era stato arrestato in flagranza di reato, unitamente ad altri due complici, perché resosiresponsabile di rapina a mano armata ai danni di due supermercati tranesi. Dopo circa due settimanedall'arresto il Caterino aveva ottenuto il beneficio degli arresti domiciliari, ma a seguito di appelloproposto poco dopo dal pubblico ministero, Achille Bianchi, tale beneficio gli veniva revocato stantel'estrema gravità dei reati in contestazione, dall'aver agito facendo uso di armi e con il volto travisato inconcorso con altri soggetti e la reiterata condotta delinquenziale che non ha mai evidenziato segni diravvedimento.
Ancora la Polizia ha fatto scattare le manette ai polsi del sorvegliato speciale Gaetano Caselli,30enne, pregiudicato, perché circolava a bordo di una bicicletta in violazione alle prescrizioni di quellamisura che gli impone di non rincasare più tardi delle 22 e non uscire prima delle 6 dalla propriaabitazione. Fermato, però, Caselli cominciava ad inveire contro gli operanti, cercando di dileguarsi.
Immediatamente bloccato, cominciava ad aggredire fisicamente i due operatori di polizia chel'avevano condotto a casa scagliandosi contro di loro con calci, pugni, sputi, e profferiva nei loroconfronti minacce di morte e gravi offese al loro decoro e prestigio, procurando loro lesioni al corpo eagli arti, giudicate guaribili in quattro e cinque giorni. Pertanto, veniva dichiarato in stato di arrestonella flagranza dei reati di violazione degli obblighi imposti dalla sorveglianza speciale della Ps,resistenza e oltraggio a pubblico ufficiale, minacce e lesioni personali.
In mezzo a tanti fatti poco piacevoli, vi è, almeno, un sospiro di sollievo. Ha riapertomercoledì scorso, 25 marzo, la scuola materna Fabiano, chiusa dallo scorso 10 marzo su disposizionedel direttore didattico, Fedele Natale, per le esalazioni di monossido di carbonio negli ambienti a causadella canna fumaria troppo bassa: i bambini avvertivano da giorni nausea e sonno. Dopo gli opportunilavori di sistemazione del problema (canna fumaria alzata da due a cinque metri, oltre ad altriinterventi collaterali), il sindaco ha dato il nulla osta per la riapertura del plesso, ma i genitori, cheavevano inizialmente predicato nel deserto lamentando un problema realmente esistente, adessofrenano perché un ultimo certificato, riguardante proprio l'assenza dei fumi negli ambienti, pare non siastato ancora rilasciato.
C'è l'agibilità da parte dei Vigili del fuoco, ma di questo certificato, concordato in un incontrofra sindaco e rappresentanti dei genitori, ancora non vi sarebbe traccia. I bambini, quindi, sono tornatiall'asilo un po' in ordine sparso, anche perché la notizia della riapertura è avvenuta soprattuttoattraverso il passaparola. Ma molte famiglie hanno ritenuto opportuno non mandare ancora i figli ascuola, perché prima vogliono vederci chiaro su tutta la linea. Un'interrogazione, a proposito, è inarrivo dal Partito socialista, il cui commissario, Nicola Cuccovillo, afferma di avere espressamenterichiesto in una nota al sindaco le stesse cose concordate proprio fra primo cittadino e genitori.