Nella mattinata odierna, personale della Squadra di polizia giudiziaria del Commissariato di pubblica sicurezza di Trani ha proceduto all'arresto del pregiudicato tranese Vincenzo Rinaldi, muratore di 57 anni, in esecuzione di un'ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa per i reati di atti persecutori (stalking) e violenza privata commessi nei confronti della sua ex compagna, di 40 anni, nel periodo dal gennaio del 2009 a tutt'oggi, in Trani ed altri luoghi.
Il predetto, infatti, non avendo mai accettato la separazione sentimentale dalla parte lesa, aveva messo in atto nel tempo comportamenti persecutori che hanno avuto una escalation pericolosa.
Il Rinaldi aveva iniziato con il perseguitare la donna ed il suo attuale compagno con numerose telefonate e messaggi dal contenuto minaccioso, che giungevano sull'utenza dei predetti a tutte le ore del giorno e della notte e per i quali era già stato formalmente invitato dal Commissariato ad interrompere immediatamente questo suo comportamento gravemente lesivo della libertà personale delle vittime.
L'avvertimento a non perseverare nel suo comportamento non sortiva alcun effetto, anzi, si verificavano continui danni all'autovettura della donna, che si ritrovava ripetutamente i pneumatici tagliati. Stessa sorte veniva riservata anche all'autovettura del cognato della vittima, utilizzata dalla medesima in alcune occasioni, a cui venivano in un primo momento forati i pneumatici, e successivamente veniva data alle fiamme, precisamente lo scorso 8 maggio in via Boccaccio.
Questi episodi lasciavano presupporre che il Rinaldi, ormai fuori controllo, potesse mettere in atto gesti inconsulti nei confronti della sua ex compagna, la cui incolumità appariva seriamente in pericolo. Il Rinaldi, infatti, anche davanti agli ufficiali di polizia giudiziaria, che lo avevano diffidato a reiterare nel suo atteggiamento, aveva minacciato la donna con frasi come "gliela farò pagare... la devo togliere di mezzo... poi mi vado a costituire".
Veniva, quindi, informata l'autorità giudiziaria, cui veniva richiesta l'emissione della misura cautelare della custodia in carcere in quanto ritenuto l'unico mezzo per proteggere la vittima ed interrompere questa spirale di violenza. Il Rinaldi, infatti, con il suo comportamento aveva ingenerato nelle sue vittime un grave stato di ansia e paura che le aveva indotte a cambiare significativamente le proprie abitudini di vita rinunciando ad uscire di casa soprattutto nelle ore notturne per il timore di possibili aggressioni fisiche.
Il sostituto procuratore, Luigi Scimè, della locale Procura, ritenute valide le motivazioni alla base della richiesta del Commissariato, richiedeva la misura cautelare della detenzione in carcere, che veniva poi accolta ed emessa dal Gip di Trani, Roberto Oliveti del Castillo. Dopo le formalità di rito, Vincenzo Rinaldi veniva ristretto presso la locale casa circondariale a disposizione della competente autorità giudiziaria, tempestivamente informata.