Apro questa mia lettera con una doverosa precisazione: qualunque episodio che si dimostri intollerante e lesivo della libertà di ciascun uomo, sia esso il singolo o il primo cittadino, è un comportamento perseguibile a norma di legge e da me assolutamente non condiviso.
Tuttavia, mi rincresce vedere una intera coalizione, che taccia altri di inefficienza e non laboriosità, spendere il proprio tempo (certamente più utile laddove venga profuso in nome di altre cause) in beghe politiche di alcun valore come questa. Mi si attribuisce la responsabilità di aver creato un" caso politico" ma, dal mio canto, diversamente definirei la posizione di un cittadino che si "difende" e "prende le distanze" solo perché vede il proprio nome e cognome firmare un documento che non ha avuto neanche il tempo di leggere.
Questa, cari signori, io la chiamo nell'unico modo possibile: democrazia. Perché, se non è concessa al comune cittadino, al di là dei titoli e ruoli ricoperti a cui pare diate una quasi sacrale importanza, la facoltà di espressione libera e non condizionata del proprio pensiero, allora sarò costretto a ravvedermi sul significato di "paese democratico" quale il nostro si professa.
La "quaestio" da me umilmente avanzata non era dunque se accordare o meno la propria solidarietà al Signor Sindaco (che mi avrebbe sicuramente trovato d'accordo) per una causa di cui nessuno ha chiesto in alcuna occasione la mia opinione, bensì se fosse utile e corretto da parte vostra cercare l'appoggio di una persona facente parte "a suo modo" dell'amministrazione comunale nel momento in cui non si rispetta il suo pensiero, al punto di non interpellarlo neanche.
Da queste spicciole analisi, cari colleghi, mi sembra che il caso politico (benché voi vi ostiniate a ripetere che gli schieramenti non contino nulla in situazione come questa), l'avete creato solo voi.
Non mi pare infatti assurdo aver chiosato la mia lettera con un invito ad affidare la questione agli organi competenti, perché, nonostante i sermoni e le bellissime arringhe quasi commoventi da voi pronunciate, sarà un solo ente, e cioè la magistratura a pronunciarsi sull'accaduto.
Il consigliere comunaleDomenico Briguglio