Tutto come da copione nella prima seduta del consiglio provinciale, una gran bella passerella di personalità prima ancora che una riunione vera e propria dell'assemblea elettiva della nuova provincia.
La presenza dell'arcivescovo Mons. Giovan Battista Pichierri (evidentemente in trasferta perché Andria è città capoluogo di altra diocesi), del ministro Fitto e di amministratori e sindaci degli enti più importanti (mancavano gli esponenti della Regione Puglia e Ventola non ha perso occasione di farlo notare anche questa volta) hanno fatto capire che oggi non era più di tanto atmosfera da schermaglie, ma un vero e proprio primo giorno di scuola in cui tutti si sono presentati con il vestito e la cartella nuova e ci si è insediati all'insegna del "volemose bene".
Da qui si comprende quanto disteso fosse, complessivamente, il clima sia nel momento del giuramento formale di Francesco Ventola, sia in quello in cui si è proceduto all'elezione del presidente del consiglio.
Infatti, non soltanto Gigi Riserbato è stato eletto, ma l'esito favorevole è arrivato addirittura al primo scrutinio, con 24 voti favorevoli, grazie ad una sentenza del Tar Piemonte che ha indotto Ventola (che presiedeva la seduta) a chiedere ed ottenere la votazione a scrutinio palese. Il candidato sindaco uscente, Francesco Salerno, ed i suoi consiglieri di riferimento (fra cui il tranese Laurora), che avevano invano chiesto il voto con scrutinio segreto trattandosi di provvedimento legato a persone, sono a quel punto usciti dall'aula non partecipando alla votazione e lasciando all'interno del consesso Ventola e 24 consiglieri che (con l'opportuna astensione di Riserbato) hanno eletto il consigliere tranese presidente dell'intero consiglio provinciale. Riserbato, dunque, è stato gratificato dal voto in suo favore non soltanto dell'intera maggioranza, ma anche del candidato presidente uscente, Pina Marmo, e dei consiglieri dei partiti della sua coalizione rappresentati in consiglio, vale a dire il Pd e la lista Prc-Pdci.
Non si è proceduto alla nomina del o dei vice presidenti, le cui figure saranno disciplinate da statuto e regolamento del nuovo ente, che evidentemente il consiglio provinciale adotterà dopo l'estate. Riserbato ha assicurato tempi celeri per questa necessaria operazione.
Nel clima idilliaco che si è determinato, Marmo ha sfondato una porta aperta chiedendo ed ottenendo all'unanimità, attraverso una mozione da ella stessa presentata, l'impegno della provincia per il salvataggio del posto di lavoro dei nove dipendenti del Cinestar di Andria, inopinatamente chiuso per debiti con il relativo licenziamento del personale.
Al termine, Ventola ha tagliato una gran torta augurale per la nascente provincia, vogliamo augurarci offerta da una generosa pasticceria della Bat e non comprata dalla giunta provinciale: striderebbe non poco con la vicenda del "multisala" e con i tempi che corrono.