Il 28 luglio scorso è stato l'ultimo giorno di vita del Centro Pid (Pronto Intervento Disabili) un centro nato all'interno del Piad (Progetto integrato area disabilità) Dgm n° 164 del 29-07-2008 del Comune di Trani.
Il progetto fin dall'inizio ha assunto il carattere della sperimentalità in riferimento non solo alla limitatezza temporale, ma anche considerando l'assoluta novità sul territorio di un servizio che fosse al tempo stesso un luogo e uno spazio "chiuso" di ascolto, sostegno, mediazione ma anche un "cantiere aperto" a nuove collaborazioni, a nuove iniziative, a percorsi formativi e in-formativi, a una continua azione di sensibilizzazione e promozione.
Al Centro Pid in 35 giornate di apertura sono state registrate 493 presenze, vale a dire 493 persone che hanno fruito gratuitamente dei nostri servizi: sostegno e ascolto, semplici richieste di informazioni, internet point, teleconsulenza on line attraverso mail e forum, mediazione con le istituzioni, consulenza legale, momenti aggregativi e incontri tematici informativi.
Il Pid è stata un'idea capace di generare servizi, catalizzare attenzione, essere luogo e punto di riferimento per cittadini e famiglie con diverse abilità. Se consideriamo che ancora troppo spesso nei nostri territori vi è una cultura della "vergogna" che spinge ancora troppe famiglie a nascondere e "segregare" i propri congiunti se portatori di disabilità e se consideriamo il dato di non poco conto relativo alle disabilità che aumentano a causa di incidenti stradali e che spesso si trasformano anche in vere o proprie patologie psichiatriche a causa dell'incapacità di reagire al nuovo modo di essere del proprio corpo, allora il Pid è stato davvero un grande successo.
Un successo che non solo si esprime con i suoi numeri ma anche con i tanti servizi offerti e con i tanti stimoli culturali offerti. Al Pid sono giunte diverse richieste in tema di: barriere architettoniche (citiamo tra gli altri anche una richiesta pervenuta dalla redazione Rai della Puglia o la richiesta di applicare sulla segnaletica stradale riservata ai diversamente abili i numeri di telefono della Polizia Municipale e del soccorso stradale, ecc.); integrazione scolastica (in riferimento a problemi connessi a servizi di assistenza specialistica, ausili scolastici, orientamento e mobilità nella scuola, ecc.); consulenza legale, mediazione con la Asl (in riferimento alle problematiche legate alle procedure burocratiche per prenotazioni, per ottenimento ausili sanitari, ecc.).
Nel Pid abbiamo inoltre promosso la nascita di due servizi inizialmente non previsti, ma che si sono rivelati essere un'ulteriore grande opportunità. Per esempio, lo sportello del "Sindacato famiglie italiane diverse abilità), che ha avuto già venti adesioni e che è un ulteriore strumento in difesa dei diritti spesso violati di cittadini diversamente abili. Lo sportello è in continuo raccordo con la segreteria provinciale di Sfida. Ed ancora, il Cup per la prenotazione di visite sanitarie e specialistiche, un servizio ulteriore "elimina code" che agevola i cittadini diversamente abili nella prenotazione di esami. Il servizio è attivo ma non avviato a causa della chiusura del Pid.
Vogliamo, inoltre, spendere due righe su chi ha frequentato il Pid, a partire dagli adulti con una disabilità psichica e le proprie famiglie, bambini con diverse abilità, ma anche cittadini comuni senza alcun punto di riferimento preciso e che hanno visto nel centro una nuova opportunità sul territorio per chiedere sostegno, consulenza, mediazione, supporto in quanto "soli" nell'affrontare i tanti problemi che quotidianamente si incontrano avendo a che fare con una diversa abilità.
Un dato non da poco è relativo ai giovani che hanno preso parte a diversi incontri tematici e momenti aggregativi: infatti, anche grazie ad una serie di progetti collaterali, siamo riusciti a sensibilizzare e coinvolgere nella partecipazione attiva un gruppo di circa trenta ragazzi di età compresa tra i 15 e i 21 anni. Questo è un dato che ci deve far ben sperare nell'ottica della promozione di una cultura dell'integrazione.
Infine, le professionalità intervenute: insegnanti, ingegneri, ragionieri, consulenti legali e del lavoro, psicologhe, animatori, esperti della mediazione familiare, dirigenti di servizi pubblici, politici.
Il Pid non è stato solo un "centro per disabili", ma è stato il luogo in cui ogni cittadino ha potuto toccare con mano l'integrazione, il sostegno, la conoscenza, l'informazione e la formazione. Un punto di riferimento importante nella città, e crediamo che l'amministrazione pubblica non possa non tenere conto dei risultati raggiunti.
Non possiamo credere che alle famiglie che torneranno a settembre a chiederci di incontrarsi, a chiederci consulenza, a chiederci di continuare nel percorso di sensibilizzazione e promozione avviato, a chiederci spazi e momenti di confronto e di crescita, dovremmo dire "il Pid è chiuso perché il Comune ha sospeso i fondi".
Né tanto meno l'organizzazione di un servizio siffatto può essere del tutto delegata al "solito spirito volontaristico" che per molti aspetti ha anche caratterizzato i servizi del Centro Pid, affiancato dalle professionalità messe in campo.
L'auspicio è che i servizi di qualità del nostro territorio possano avere una continuità progettuale che crediamo sia di fondamentale importanza nella costruzione di politiche sociali che partano dai bisogni dei cittadini per guardare ad una costruzione di un "welfare" che sia il luogo dell'eguale dignità per tutti.
Il Coordinatore del centro PidMarco Pentassuglia