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Rifiuti, i Verdi: «Rispunta sempre l'incenitore, ma la differenziata dov'è?»

La vicenda relativa la discarica gestita dall’Amiu destinata ad accogliere temporaneamente anche i rifiuti di altri Comuni ha ridestato dal tepore coloro che, soddisfatti, riposavano il corpo e la mente dopo la “enorme” fatica per l’approvazione Piano urbanistico generale. Quegli stessi che, ora, ricominciano ad offendere chi (cioè migliaia di cittadini) ha cercato di opporsi allo sciagurato progetto dell’inceneritore, che la nostra città avrebbe dovuto ospitare solo per la volontà dell’ex governatore Raffaele Fitto e dei suoi locali sodali.

Ma evidentemente l’urlo di questi serve a distrarre i cittadini da quelle che sono le loro precise responsabilità.

L’offesa riguarda anche le migliaia di cittadini che hanno sottoscritto la famosa richiesta di referendum azionata al fine di consentire, a coloro che avrebbero dovuto respirare i fumi dell’inceneritore, di decidere la loro sorte su una questione così importante.

Per opporsi a tale richiesta legittima, votata dal Consiglio comunale ricordiamo, tra l’altro, che l’Amet, di proprietà dei tranesi, azionò un giudizio amministrativo, con sperpero di denaro pubblico, definito con il riconoscimento della legittimità della richiesta del referendum.

Le responsabilità, amministrative, che gli “urlatori” intendono coprire riguardano la loro inattività e quella dell’amministrazione di cui fanno tutt’ora parte in relazione alla mancata attivazione nella nostra città di un servizio di raccolta differenziata “porta a porta”, veramente efficiente.

Infatti nonostante le promesse e i soldi spesi per la mitica campagna di sensibilizzazione chiamata “Capitan Eco” a Trani negli ultimi sei anni di raccolta differenziata, non si è fatto assolutamente nulla.

Dovrebbero spiegare ai tranesi perché in tutti questi anni non si è data la possibilità di lavorare ai tanti concittadini disoccupati organizzando e finanziando il servizio di raccolta differenziata serio?

Perché quando il nostro sindaco è stato presidente dell’Autorità di Bacino, poi commissariato, non ha avviato all’interno dei Comuni dello stesso il suddetto servizio di raccolta differenziata?

Perché non si è trasformata la tassa sui rifiuti che colpisce indiscriminatamente tutti i cittadini, anche i più virtuosi che producono poca immondizia, in tariffa in modo da far pagare in base alla quantità di rifiuti prodotti?

Perché interi quartieri cittadini sono privi di bidoni per la raccolta differenziata?

Si preferisce mettersi in casa un “mostro industriale”, chissà per quale oscura ragione, piuttosto che dare lavoro e recuperare soldi con la vendita dei materiali differenziati.

A proposito della discarica poi occorre ricordare che, solo dopo la spinta della magistratura, si è dato impulso alla realizzazione dell’impianto di captazione del biogas permettendo sino ad ora che i fumi inquinanti della discarica si disperdano nell’aria con tanta soddisfazione di coloro che vivono e lavorano nella zona.

Altro che “radical chic” e chiacchiere. Noi non frequentiamo certi “salotti” o certi posti “a la page”

dove, come si dice, si incontra la “bella gente”. Noi frequentiamo le strade e le piazze della città dove si incontra brava gente che vuole essere artefice del proprio futuro.

Quindi perché una volta per tutte non di definisce la questione e si permette lo svolgimento del referendum cittadino sull’inceneritore a Trani? Decidano i cittadini e non altri se Trani deve avere un inceneritore!

Infine, vorremmo sapere dagli “urlatori” se ricordano chi autorizzò, tanti anni addietro, l’ampliamento della nostra discarica, così che oggi Trani possa ospitare i rifiuti di altre città.

 

 

 

Michele di Gregorio                                                                                         Franco Laurora

Capogruppo consiliare dei Verdi                                                         Consiglieri comunale dei Verdi


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