Una serata all’insegna della cultura e della speranza che il ruolo della biblioteca di Trani per la promozione e la diffusione della stessa diventi sempre più centrale, quella che si è tenuta nella sala convegni alla presenza di numerose personalità di spicco a partire dall’Assessore alla cultura di Trani Lovato, fino ad arrivare al sindaco Tarantini e a direttori di biblioteche importanti come Mercurio, Carcereri, Magistro e Anselmi.
Ad introdurci nel vivo dell’interessante quanto spinosa questione è proprio l’Assessore Lovato che comincia il suo discorso con una citazione colta, richiamando alla memoria Platone e il suo bisogno di prospettive e direzioni sia che si intenda costruire una barca o intavolare un discorso. Suo obiettivo primario è quello di dare alla biblioteca il ruol che le compete anche in ragione del suo importante patrimonio. Nonostante la biblioteca sia già vitale centro di raccolta di studenti che vi si recano per studiare, manca ancora la pratica primaria che fa della biblioteca la sua ragione di esistere, che è appunto quella del prestito dei libri.
Anche il sindaco Tarantini ci tiene a che ciò abbia inizio, anche perché si ritiene orgoglioso e soddisfatto del flusso culturale ininterrotto della nostra città. A sua detta parlare della biblioteca è sempre attuale, soprattutto oggi che c’è la sensazione netta di osservare un panorama culturale sempre più ricco e vario, basti pensare ai “Dialoghi di Trani” che si aprono sempre più a nuove arti, e non solo quelle letterarie. C’è da andare fieri anche di molte altre manifestazioni, seppur estemporanee come la settimana della cultura ebraica che ha portato la nostra città ad una ribalta europea e non solo nazionale. Ecco che allora la biblioteca deve essere non solo ubicazione fisica dei libri, ma anche linfa vitale di questa vita culturale, nonostante la stasi del suo patrimonio librario. Una ferita sicuramente marginabile a detta del sindaco che afferma di riuscire a vedere “la luce in fondo al tunnel”.
A prendere la parola subito dopo e il Dott. Mercurio, direttore della biblioteca provinciale di Foggia, che con foga e passione si è detto molto interessato alle vicende e alle sorti della nostra biblioteca, la cui odisessa, a sua detta non è sicuramente terminata. Per confermare la veridicità di questa su affermazione fa ricorso alla quinta regola del guru dei bibliotecari: “La biblioteca è un organismo in continua evoluzione”. Ha proseguito poi il suo discorso, paragonando due realtà pugliesi molto simili, quella di Trani e quella di Lucera. Entrambe città antiche, nobili, con importanti tribunali che hanno alle spalle una storia di biblioteche prestigiose tradite. “La biblioteca di Trani soffre di una malattia: il peso della sua storia che si è fermata molti anni fa”, queste sono state le sue parole. Il suo desiderio è che le nostre biblioteche possano confrontarsi con quelle inglesi, francesi, tedesche, di comuni dell’importanza demografica come quello di Trani, in modo da costituire una sorta di dialogo europeo. Bisogna decidere in oltre se la nostra biblioteca vuole essere di conservazione o di lettura. Nel primo caso gli elementi necessari sono un buon bibliotecario e un buon budget annuo, anche se l’utenza sarà estremamente ridotta. Nel secondo caso, invece, c’è bisogno del terzo elemento che compone una biblioteca, e cioè il lettore.
Secondo il Dott. Carcereri, direttore della biblioteca nazionale di Bari, c’è bisogno di una rete di collaborazioni tra le biblioteche, la Regione, l’Università e tutti gli altri enti culturali e sociali che compongono la nostra realtà. I servizi che stanno alla base di una biblioteca, come la catalogazione o il prestito, sono realtà che ormai bisogna compiere in collaborazione con esperti di informatica, in modo tale da creare una vera e propria biblioteca digitale.
Così per tutti gli altri relatori del convegno, che hanno auspicato l’interrelazione tra le biblioteche e le amministrazioni pubbliche, così come conferma la Dott.ssa Anselmi secondo la quale la direttrice fondamentale da seguire è quella di ricostruire le condizioni per gli obiettivi culturali e formativi delle biblioteche pugliesi, la cui organizzazione ha ancora dei limiti. E’ necessario dunque di dotarsi di personale preparato, di offrire servizi e svolgere compiti biblioteconomici, oltre che ovviamente collaborare con le amministrazioni privinciali. E’ necessaria, insomma, una grande cooperazione per lo sviluppo della pubblica lettura.
Alessandra Cavisi