Ancora una volta un incontro al ministero, previsto per il 12 novembre 2009, viene rinviato. La richiesta del rinvio è stata della Franzoni Filati che, oltre ad aver inviato le lettere di licenziamento, a tutti i lavoratori, si è assunta questa gravissima responsabilità.
A questo punto si assottigliano tutti i margini di comprensione e, permetteteci, di pazienza che responsabilmente abbiamo profuso sino ad ora su questa emblematica vicenda.
A noi non sfuggono tutti gli interessi che gravano su questa vertenza, tuttavia non permetteremo ad alcuno di far coincidere "notizie utili" in relazione ad opportunismi di vario genere compresi quelli politici.
Noi siamo stanchi di questi "balletti". La Filtea ha fatto conoscere il nome dell'imprenditore interessato ad un progetto di sviluppo industriale sull'area ex Franzoni filati. Per amor del vero il suo nome era conosciuto da tempo ed in ogni caso era stato chiesto a tutti di mantenere l'anonimato poiché era una espressa richiesta dell'interessato.
Ad ogni buon conto abbiamo deciso di avviare un percorso sindacale impugnando i licenziamenti dei lavoratori che ci chiedono risposte e sino a quando non sarà ritirato dalla Franzoni filati questo provvedimento, la Uilta-Uil non parteciperà alla composizione di alcun tavolo.
Nessuno deve giocare con il destino di tante famiglie.
Il nostro silenzio non può e non deve essere scambiato per consenso verso strategie che non abbiano l'obbiettivo dell'occupazione dei lavoratori della ex Franzoni.
Comprendiamo il disagio e la rabbia che i lavoratori hanno, noi saremo sempre dalla loro parte senza tentennamenti senza bizantinismi.
Con FEMCA e FILTEA stiamo recuperando faticosamente momenti di azione comune.
Quel che ci unisce è più forte di quel che ci divide. Abbiamo un obiettivo comune: riportare al lavoro 150 lavoratori, è nei percorsi che le opinioni ancora divergono.
Noi ribadiamo l'assoluta necessità primaria di esaminare il progetto di re-impiego al tavolo del ministero dello sviluppo poiché lo riteniamo in grado anche tecnicamente di garantirci la fattibilità.
Quindi aprire la "scatola" del progetto al ministero per poi, dopo le garanzie sulle condizioni del re-impiego, osservare ciò che necessita in materia di supporto.
Per cui, se occorre la formazione, avremo bisogno della Provincia e dell’assessore al lavoro Pompeo Camero.
Se occorre un intervento della Regione Puglia per forme di incentivazione all'impresa saranno gli assessorati competenti, a nostro avviso, chiamati a rispondere.
In ogni caso desideriamo ricordare che il ruolo sviluppato dalla task force regionale per l'occupazione ed in particolar modo l'impegno del professor Vito Pinto hanno consentito di alimentare la speranza di rioccupazione.
Quel che abbiamo su riferito lo riteniamo un percorso logico. Esaminare altre vie può dar corso a percorsi pericolosamente esposti al rischio di strumentalizzazioni, per questo siamo fortemente convinti delle nostre opinioni.
Comunque ribadiamo con estrema fermezza che prima di tutto vanno ritirate le lettere di licenziamento e, sino a quando non sarà avvenuto, noi non parteciperemo ad alcun incontro.
IL SEGRETARIO RESP.UILTA-UIL BARI
LUIGI MESAROLI
