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Vertenza Franzoni, si spacca anche la base dei lavoratori: la Rsu replica ed attacca il consigliere Cognetti

Leggiamo con interesse la nota “dell’ex lavoratore R.S.U. Domenico Cognetti” e subito siamo colpiti dalla sua innocente disinvoltura e dalla capacità allusiva verso chi, a suo dire, strumentalizza la vertenza Franzoni a fini personali.

Noi lo invitiamo a denunciare chi manipola i lavoratori ed a loro insaputa gli usa per obbiettivi che, a suo dire, sono ben diversi da quelli sindacali.

Forse la confusione che fa è nello scambio tra le legittime posizioni delle O.O.S.S. di categoria che ha di gran lunga contribuito a determinare e la sua lunga assenza da ogni incontro svolto da qualche mese a questa parte.

Noi abbiamo, come sempre, costruito le nostre posizioni confrontandoci con i lavoratori interessati che, a grandissima maggioranza, purtroppo per Cognetti, continuano a seguirci affidandoci a tal modo enormi responsabilità e fiducia.

Per cui ci risparmi la sua virginia opinione.

Abbiamo consapevolmente e in forma consistente contribuito alla sua elezione in seno al consiglio comunale di Trani nella speranza di aver un utile punto di riferimento per lottare adeguatamente su questa emblematica vertenza. Purtroppo non riusciamo ancora oggi ad apprezzare quali siano stati i risultati concreti da lui apportati.

Vivere coinvolti nel sindacato non significa perdere il diritto a pensarla in un altro modo, vuol dire invece molto più semplicemente contribuire verso la causa comune.

Quando sostiene che vengono rigettati gli inviti rivolti dalla FILTEA e dalla FEMCA, Cognetti non sa, perché non è stato il 18 settembre 2009 a Roma presso il Ministero, che proprio queste organizzazioni hanno cambiato la posizione unitaria costruita in quella sede.

Noi sosteniamo che la scatola progettuale, deve essere aperta presso il Ministero, affidando ad “Invititalia” (società del Ministero che verifica la fattibilità dei progetti presentati) il compito di esaminarlo.

A seguire, dopo aver conseguito un accordo sulle condizioni di passaggio dei lavoratori, andare ad esaminare quali siano le necessità per realizzare il progetto di rimpiego.

Per cui, se serve la formazione professionale sarà la provincia ad attivare un tavolo.

Se invece occorreranno forme di incentivazione per l’impresa in quel caso sarà la regione ad essere chiamata in causa.

Quindi chi è che sbaglia noi o chi cerca percorsi diversi da quelli costruiti a Roma?

A noi non interessano gli obbiettivi diversi da quelli sindacali . . . ne la paternità di chi deve gestire questa vertenza . . . a noi interessa solo la soluzione.

A differenza del consigliere comunale Cognetti, che nei giudizi forse è condizionato dal prestigioso ruolo di consigliere di opposizione che ricopre, ringraziamo il Sindaco che, chiamato da noi, ma siamo certi che avrebbe risposto a chiunque glielo avesse chiesto, si è subito reso disponibile a contribuire, nei limiti delle responsabilità che il comune di Trani può avere.

I sottoscritti, disoccupati e senza prebende comunali, a proprie spese si sono recati a Roma presso il Ministero per la risoluzione della vertenza, spinti solo dall’interesse per i lavoratori.

Noi riteniamo che chi si rende assente non abbia poi il diritto di appellarsi ad entità sindacali superiori.

Il vittimismo non serve a niente.

Stia tranquillo la stragrande maggioranza dei lavoratori della Franzoni si fida di noi, provi invece a chiedersi quanti e quali siano i lavoratori che a dir suo soffrono la mancanza di una strategia comune.

Le  R.S.U. Franzoni Filati S.p.A. - Francesco Pellegrino, Savino Donato

 


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