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Centrale elettrica da biomasse, in undici punti il «no» di Legambiente

Il Circolo di Trani della Legambiente afferma con vigore un motivato disappunto alla proposta avanzata dall'azienda 'GREEN ENERGY SOLUTIONS s.r.l.' che intende realizzare un impianto di incenerimento per biomasse nel territorio comunale di Trani. L'impianto, che dovrebbe sorgere sulla strada provinciale Trani-Andria, è dimensionato per una potenza elettrica di 37 MW e dovrebbe essere alimentato da ad olii vegetali.

La Legambiente conduce le azioni vertenziali sulla base dell'analisi scientifica delle problematiche ambientali e non su posizioni ideologiche precostituite. Pertanto, la contrarietà alla realizzazione dell'impianto  nasce dalle seguenti considerazioni analitiche:

  1. Si tratta di un impianto industriale di incenerimento con elevato impatto ambientale, avulso dalle connaturate esigenze sociali, economiche e produttive del territorio in cui dovrebbe ricadere;
  2. Dalla combustione di biomasse ad olii vegetali si emettono gas-serra ed altre sostanze gassose e solide  nocive (CO2; ossidi, solfuri, ceneri, ecc.);
  3. Gli olii vegetali ed il ciclo di lavorazione non ricadono nella 'filiera corta' poiché il combustibile (olii vegetali) giungeranno a Trani dopo un lungo viaggio extraregionale, extranazionale, se non addirittura extracontinentale;
  4. L’inceneritore a biomasse, collocato sulla provinciale Trani-Andria, ricadrebbe in una zona fortemente antropizzata e gravemente flagellata da altri impianti ad elevato impatto ambientale (discariche, cave, impianto di incenerimento di ossa animali, impianti di betonaggio, ecc.);
  5. Le biomasse costituiscono la materia organica naturale che è prodotta nei cicli biologici vitali della fitomassa. Pertanto non dovrebbero essere distrutti attraverso l'incenerimento, bensì reimmessi nei cicli nutritivi della vegetazione come humus fertilizzante;
  6. Le biomasse sono considerate fonti rinnovabili solo in Italia; negli altri Paesi della CE, invece, sono considerate fonti rinnovabili unicamente l'eolico ed il solare;
  7. Si tratta di un business che favorisce pochi soggetti economici ma che sottopone a notevoli rischi sanitari ed ambientali la collettività. I gestori dell'impianto, infatti, usufruiranno dei finanziamenti per le fonti rinnovabili; faranno arrivare olii (e altro) dai Paesi esteri; avranno un sostanzioso corrispettivo economico e per l'incenerimento/smaltimento; riceveranno altri proventi economici per la produzione energetica (cip6);
  8. Trattandosi di un impianto privato sarà molto difficile controllare se durante l'ordinario ciclo di funzionamento verranno realmente incenerite esclusivamente biomasse o anche altri materiali riconducibili a rifiuti di svariata provenienza;
  9. L’eccesso di produzione energetica della Puglia, unitamente alle alte potenzialità di sviluppo di fonti energetiche realmente rinnovabili come il solare e l'eolico non giustificano la realizzazione di un impianto ad alto impatto ambientale e dal basso potere energetico (37 MW);

10.  L’energia prodotta è quantitativamente limitata ed è ricavabile anche attraverso metodi meno rischiosi e sicuramente più ecologici: solare e fotovoltaico;

11.  Nel territorio circostante si stanno moltiplicando in maniera spropositata ed ingiustificata le proposte di impianti di incenerimento a biomasse al punto che in aggiunta agli inceneritori dedicati alla sansa (sansifici) e di ossa animali già esistenti, sono stati proposti nuovi impianti a biomasse a Molfetta, Canosa di Puglia, Cerignola, Carapelle, ecc.

Per tali ragioni la Legambiente intende produrre una efficace azione di contrasto vertenziale ed informativo nei confronti di questa avventata scelta impiantistica. Concretamente, saranno esercitate tutte le azioni amministrative necessarie a partire dalla produzione delle osservazione tecniche e dalla già inoltrata istanza di inserimento nella conferenza di servizi per la VIA (Valutazione d'Impatto Ambientale).

La legambiente, pur nella consapevolezza che  davanti alla dizione lessicale 'impianto di incenerimento' molti amministratori pubblici sono colti da estasi da consenso, eccesso di salivazione e sudorazione emozionale, fa appello a quanti hanno a cuore le sorti della città e della salubrità dell'ambiente entro cui si svolge la vita dei Tranesi chiedendo una mobilitazione reale e morale essenziale alla bocciatura del progetto.

 

I soci della Legambiente Circolo di Trani

Presidente Pierluigi Colangelo


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