Dopo i quattordici relativi alle Estati tranesi del 2005 e 2006, un altro rinvio a giudizio è giunto nell’ambito di un’altra inchiesta giudiziaria. Il prossimo 25 febbraio, con l’accusa di abuso d’ufficio in merito alla fornitura dei nuovi contatori digitali ad Amet Spa, siederà alla sbarra l’ex presidente e amministratore delegato dell’azienda, Alfonso Mangione. Prosciolto con la formula del “no luogo a procedere”, invece, il dirigente agli affari generali, Vincenzo Piizzi, inizialmente anch’egli coinvolto nell’inchiesta.
Il Gup Angela Schiralli, dunque, ha accolto per Mangione la richiesta della Procura della Repubblica, per la quale l’acquisto del nuovo materiale non solo sarebbe avvenuto con una trattativa sostanzialmente privata anziché una gara pubblica, ma, così facendo, la spesa sarebbe risultata esosa, sicuramente non congrua e tanto meno conveniente se rapportata ad analoghe forniture che altre aziende elettriche comunali italiane hanno ottenuto dallo stesso interlocutore, l’Ibm.
